CUNEO - Energia, gas e carburanti: per i piemontesi nel 2026 rincari oltre i 2 miliardi di euro

La fetta più pesante rappresentata dagli aumenti di benzina e gasolio. Lo studio della CGIA di Mestre: "Dal Governo interventi tempestivi, ma non basta. UE grande assente sulla questione"

a.d. 12/05/2026 10:32

Un conto da quasi 2,12 miliardi di euro: è il rincaro che famiglie e imprese piemontesi dovranno sostenere nel 2026 per quanto riguarda luce, gas e carburanti. Un aumento dovuto alla guerra scoppiata nel Golfo Persico, seguita all’attacco statunitense in Iran: il dato è stato stimato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre.  A livello nazionale il rincaro potrebbe aggirarsi intorno ai 29 miliardi di euro. La fetta più pesante - si legge nel report - riguarda benzina e diesel, con 13,6 miliardi di extra costi (+20,4% rispetto al 2025), seguiti da 10,2 miliardi per l’energia elettrica (+12,9%) e 5 miliardi per il gas (+14,6%). In Piemonte l’aumento percentuale rispetto al 2025 sarà del 15,4%: in valore assoluto affronteranno rincari più consistenti solo Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio. “A pagare il conto più salato saranno dunque le regioni più popolose e con la maggiore concentrazione di attività manifatturiere e commerciali, ovvero i principali motori produttivi del Paese”, scrive l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Nel dettaglio, i piemontesi dovranno affrontare rincari da 525 milioni di euro per il gas (+14,8%), da 786 milioni per l’energia elettrica (+12,8%) e da 807 milioni di euro per i carburanti (+19,7%). Un intervento europeo Si legge nel rapporto: “Pur riconoscendo la tempestività con cui è intervenuto il Governo Meloni per mitigare i rincari di luce, gas, benzina e diesel, le misure introdotte fino adesso appaiono insufficienti per sterilizzare gli effetti dello choc energetico in corso. Il cosiddetto ‘Decreto Bollette’, approvato definitivamente nelle settimane scorse dal Parlamento, contiene una serie di provvedimenti pensate per ridurre l’impatto del caro energia su famiglie e imprese. Tale misura vale circa 5 miliardi di euro: cifra sicuramente importante, ma inadeguata a frenare l’onda lunga dei rincari delle bollette che arriveranno nei prossimi mesi agli italiani”. L’Ufficio Studi della CGIA di Mestre auspica quindi un intervento dell’Unione Europea, definita la “grande assente” sulla questione: “Bruxelles deve consentire – e coordinare – gli interventi degli Stati membri per mitigare i rincari di carburanti ed energia per tre ragioni fondamentali: stabilità macroeconomica, coesione sociale e funzionamento del mercato interno”. QUI lo studio completo.