BORGO SAN DALMAZZO - Entrerà in funzione a maggio il biodigestore di Borgo San Dalmazzo: "I lavori procedono spediti"

Il presidente di Acsr Giancarlo Isaia: "Avvieremo la produzione di biometano in primavera, per dare al territorio un'infrastruttura moderna e sostenibile"

Redazione 23/03/2026 16:26

Procedono secondo i tempi previsti i lavori per la realizzazione del nuovo biodigestore presso la sede Acsr a Borgo San Dalmazzo, nel sito della ex discarica di San Nicolao. "L'impianto, che rappresenta uno degli interventi più rilevanti nel panorama provinciale per la gestione sostenibile dei rifiuti, entrerà in funzione nel prossimo mese di maggio, rispettando il cronoprogramma stabilito", si legge in un comunicaro diffuso da Acsr. Il presidente Giancarlo Isaia conferma il buon avanzamento del cantiere affidato alla ditta Entsorga Italia Spa, vincitrice della gara d'appalto europea. "I lavori di riqualificazione tecnologica dell'impianto di compostaggio esistente procedono spediti – dichiara Isaia –. La parte strutturale è stata completata e stiamo terminando la fase di cablaggio delle apparecchiature. Rispettiamo l'obiettivo che ci eravamo dati: avviare la produzione di biometano in primavera, per dare al territorio un'infrastruttura moderna e sostenibile". Finanziato con circa 16 milioni di euro di cui 12,8 milioni con fondi del PNRR (a fondo perduto), il biodigestore di Borgo San Dalmazzo sarà in grado, a regime, di trattare ogni anno 35 mila tonnellate di frazione organica. "Questa proverrà non solo dalla raccolta differenziata dei 54 Comuni soci, che servono un bacino di oltre 160 mila abitanti e che già attualmente conferiscono i propri rifiuti organici, ma dall’intera provincia", spiegano da Acsr. I numeri: 3,6 milioni di metri cubi di biometano all'anno, sufficienti a coprire il fabbisogno energetico di circa 4 mila famiglie; 11 mila tonnellate di compost utilizzabile in agricoltura biologica e nel verde pubblico; oltre 30 mila MWh di energia rinnovabile prodotta annualmente. Prosegue la nota di Acsr: "Il nuovo biodigestore introduce un processo innovativo nella filiera di recupero già presente: la frazione organica, prima della fase di compostaggio tradizionale, viene trattata in assenza di ossigeno (digestione anaerobica) all'interno di grandi vasche chiuse. In questo ambiente, i microrganismi 'buoni' trasformano il rifiuto in biogas, che viene successivamente raffinato in biometano e immesso nella rete di distribuzione nazionale. La parte solida del processo viene trattata nell’impianto esistente e trasformata in compost, un fertilizzante naturale che torna all'agricoltura per rigenerare i terreni". "Il rifiuto organico già oggi recuperato come fertilizzante – prosegue Isaia – diventa anche una risorsa energetica: da una parte energia pulita per le nostre case, dall'altra un fertilizzante di qualità per l'agricoltura. È il cuore dell'economia circolare, un modello in cui nulla si perde ma tutto si trasforma". "Oltre agli evidenti vantaggi ambientali – riduzione delle emissioni di CO₂ e produzione di energia rinnovabile – l'impianto porterà benefici concreti anche in termini di mitigazione degli impatti. La digestione anaerobica, avvenendo in ambiente completamente chiuso, riduce significativamente le emissioni di odori, con un miglioramento percepibile per i residenti dell'area. Sul fronte della mobilità, l'incremento del traffico pesante legato ai conferimenti è stimato, a regime, in quattro mezzi al giorno, con un impatto complessivamente contenuto sulla viabilità locale". L'impianto serve un bacino di 54 Comuni, che attualmente producono circa 10 mila tonnellate annue di organico. Per raggiungere la piena capacità operativa di 35 mila tonnellate, Acsr sta formalizzando accordi con gli altri Consorzi della provincia per soddisfare l'intero fabbisogno provinciale, ottimizzando così i trasporti e offrendo un servizio unificato a tutto il territorio cuneese. Con il completamento dei lavori previsto per le prossime settimane, prenderà il via la fase di avviamento dell'impianto, cui seguirà l'avvio dell’attività vera e propria a maggio 2026. "L'azienda ha già rendicontato e incassato dal Ministero dell'Ambiente buona parte dei fondi relativi al contributo PNRR, a testimonianza della correttezza e trasparenza dell'iter seguito", conclude Isaia. "Siamo orgogliosi di consegnare al territorio un'infrastruttura all'avanguardia, che guarda al futuro e mette la tecnologia al servizio dell'ambiente e della comunità".