CUNEO - False recensioni, Confcommercio e Associazione Albergatori: "Basta anonimato, ore le prove fiscali"

La richiesta dei vertici cuneesi delle organizzazioni: "Bene le linee guida dell'Antitrust, ma occorre altro. Servono misure più efficaci e stringenti per porre un freno al fenomeno"

Danilo Rinaudo, presidente Confcommercio di Cuneo

Redazione 24/07/2026 13:10

Quello delle false recensioni online è un tema delicato, soprattutto per il settore del turismo e della ristorazione. Servono tutele più efficaci, ma anche lo stop definitivo all'anonimato e la prova fiscale obbligatoria per chi valuta hotel e ristoranti. È questa la posizione di Confcommercio e dell'Associazione Albergatori della Provincia di Cuneo, nell'ambito della consultazione sulle nuove linee guida promossa dall'Antitrust. Confcommercio Provincia di Cuneo con l'Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della Provincia di Cuneo torna sull’argomento delle false recensioni per ribadire il sostegno alla posizione espressa in argomento da FIPE, Federalberghi, FIAVET, FTO e Assoturismo-Confesercenti nell'ambito della consultazione pubblica avviata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulle nuove Linee Guida in materia di recensioni online.

"È positivo che finalmente si affronti con decisione un tema che da anni penalizza le imprese turistiche italiane. Tuttavia, se si vuole davvero porre fine al fenomeno delle false recensioni, occorre avere il coraggio di introdurre strumenti molto più efficaci e stringenti", dichiara il presidente dell'Associazione Albergatori ed Esercenti Turistici della Provincia di Cuneo, Giorgio Chiesa. Per il mondo Confcommercio, tuttavia, esistono due misure imprescindibili, senza le quali qualsiasi riforma rischia di essere insufficiente. La prima riguarda l'identificazione obbligatoria del recensore. Chi si iscrive a una piattaforma che consente di pubblicare recensioni deve essere identificato, l'anonimato non può più rappresentare uno scudo dietro il quale nascondere comportamenti scorretti, campagne denigratorie o recensioni costruite ad arte.

Chi esprime un giudizio pubblico che può incidere sulla reputazione e sul fatturato di un'impresa deve assumersene pienamente la responsabilità. La seconda riguarda la certezza che il servizio sia stato realmente fruito. Ogni recensione dovrebbe poter essere pubblicata soltanto dopo la verifica di un documento fiscale – scontrino, ricevuta o fattura – che attesti l'effettivo acquisto del servizio recensito. È una garanzia di trasparenza tanto per gli operatori quanto per i consumatori e rappresenta l'unico sistema realmente oggettivo per certificare che chi scrive abbia vissuto l'esperienza che racconta. "Non possiamo più accettare che il destino di un albergo, di un ristorante o di qualsiasi impresa turistica possa essere condizionato da profili anonimi o da persone che quel servizio non lo hanno mai utilizzato! Una recensione falsa può arrecare danni economici enormi, alterare la concorrenza e ingannare i consumatori. È un problema che va affrontato alla radice".

 Dichiara il presidente Confcommercio Provincia di Cuneo, Danilo Rinaudo. La richiesta corale degli organismi rappresentativi del settore volta a Governo e Autorità Garante è di cogliere questa occasione per introdurre norme realmente efficaci, fondate su due principi semplici ma irrinunciabili: identità certa di chi recensisce ed effettiva dimostrazione di aver usufruito del servizio. "Solo così – conclude Rinaudo – sarà possibile costruire un sistema di recensioni credibile, trasparente e realmente utile ai consumatori, restituendo alle imprese quella tutela che oggi troppo spesso viene sacrificata a favore di meccanismi facilmente aggirabili. È il momento di passare dalle dichiarazioni di principio a regole che garantiscano responsabilità, veridicità e correttezza".