Sono tanti gli italiani bloccati a Dubai dopo gli attacchi iraniani in diversi punti del Golfo e la conseguente chiusura degli spazi aerei. Ore di incertezza e apprensione per tantissime persone che si ritrovano lontane da casa, in uno scenario di guerra, senza alcuna certezza sui tempi per fare rientro in patria. Si trova su una nave da crociera MSC anche una famiglia di Madonna delle Grazie: si tratta di Matteo Morandi e Gloria Lerda, marito e moglie, insieme ai figli Emilia ed Enea e ai suoceri Anna e Guido Lerda (quest’ultimo ex assessore del Comune di Cuneo). Imbarcati a Doha domenica scorsa, sono arrivati a Dubai venerdì mattina: avrebbero dovuto ripartire ieri sera per tornare a Doha, dove li attendeva il volo per tornare in Italia, ma sono rimasti bloccati. “Sono stati chiusi sia i porti che gli aeroporti, ci hanno avvisati solamente che la nave non sarebbe ripartita. Ci hanno garantito che sulla nave siamo al sicuro, ci dicono che è il luogo più sicuro in cui stare. Non possiamo scendere”, spiega Matteo, proprio nei minuti in cui Dubai è teatro di nuovi attacchi: “Abbiamo appena sentito nuovi bombardamenti, dalla nave vediamo il fumo alzarsi dai grattacieli. Non sappiamo se sono missili o droni, ma abbiamo sentito le esplosioni”. “Abbiamo ricevuto messaggi di allarme nella notte sui nostri cellulari, sia in inglese che in arabo. Ci siamo spaventati, ma il personale della nave ci ha garantito che si tratta di messaggi di default che vengono inviati in queste situazioni, ribadendoci che al momento siamo al sicuro”. Gli stessi messaggi sono stati ricevuti anche dai tantissimi altri italiani che, come detto, sono rimasti bloccati a Dubai: tra di loro anche il Ministro della Difesa Guido Crosetto e la squadra del Cuneo Volley, impegnata in un torneo internazionale. Oltre alla paura, come detto, c’è il grande disagio generato dall’incertezza: “Non sappiamo quando ripartiremo, sappiamo solo che dobbiamo rimanere sulla nave, ma non si sa fino a quando”, dice Matteo. “Oggi doveva essere il penultimo giorno di una settimana intensa tra Doha, Bahrein, Abu Dhabi e Dubai. Invece stamattina ci siamo svegliati nel mezzo di una guerra”, ha scritto la moglie Gloria in un post pubblicato su Facebook: “Voli di ritorno cancellati. Spazio aereo completamente chiuso. Allarmi che suonano sul telefono e messaggi che invitano a fare attenzione ai missili. E io che pensavo che la cosa più assurda di questo viaggio fosse Enea che guardava Sanremo ad Abu Dhabi alle 3 di notte”. In Italia, nel frattempo, si lavora per riportare a casa le persone bloccate a Dubai e nella zona della penisola araba: stamattina si è svolta alla Farnesina una riunione in cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato gli ambasciatori in Iran e della regione del Golfo. Si legge in una nota: “Il ministro ha creato una ‘Task Force Golfo’ che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo. Il Governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti”.