CUNEO - Filiere agroalimentari, Coldiretti: 'L’accordo con Noberasco premia la frutta e i produttori cuneesi'

Partito il progetto di filiera che offre ai frutticoltori cuneesi concrete opportunità di crescita e ai consumatori qualità e legame con il territorio

15/06/2019 15:31

Agricoltura e industria del Nord Ovest unite per valorizzare la frutta locale nel segno della qualità, dell’identità territoriale e della sana alimentazione.
 
Coldiretti Piemonte e Noberasco - azienda alimentare ligure, leader in Italia nel settore della frutta secca e disidratata - hanno stretto un accordo di filiera per la fornitura e la trasformazione della frutta piemontese. Per ora l’accordo riguarda le mele, ma sono già in atto sperimentazioni su altri frutti quali i mirtilli.
 
L’accordo con Noberasco è l’ulteriore dimostrazione di come, con l’agroindustria virtuosa, possano nascere sinergie concrete per i territori che rappresentano nuova linfa economica per le imprese e riconoscono la giusta remunerazione ai frutticoltori” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.
 
Quasi l’80% della produzione frutticola piemontese, che raggiunge i 7 milioni di quintali all’anno, è prodotta nella sola Provincia di Cuneo. “I numeri parlano chiaro, la frutticoltura è strategica per l’agricoltura cuneese ma soffre a causa di una filiera malata - rimarca Moncalvo -. Per questo è importante valorizzarla attraverso progetti di filiera come questo che premiano le produzioni d’eccellenza e portano reddito alle imprese agricole. Lavoreremo con Noberasco per far crescere il progetto e includere altre varietà di frutta, in modo da offrire ai nostri produttori ulteriori possibilità di crescita, oltre a venire sempre più incontro alle esigenze del mercato”. 
 
Il nostro auspicio è che l’accordo di filiera tra Coldiretti e Noberasco - dichiara Tino Arosio, Direttore di Coldiretti Cuneo - serva da esempio per ulteriori sviluppi nel comparto frutticolo. Chiediamo agli industriali del nostro territorio più coraggio per investire concretamente con gli imprenditori agricoli cuneesi che producono vera, alta qualità e, conseguentemente, su tutto l’indotto che genera una rilevante economia”.


c.s.

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