CUNEO - Fondazione CRC, Manassero esce allo scoperto: “Non sarà un Borgna o morte”

L’ex sindaco annuncia la candidatura a consigliere nella “cassaforte” della Granda. Boselli (Indipendenti) insorge: “Miope spartizione di incarichi nella maggioranza”

Andrea Cascioli 28/02/2024 17:48

L’elezione che conta più delle elezioni è alle porte. Parliamo del rinnovo del consiglio generale e della presidenza di Fondazione CRC, la “cassaforte” della Granda. Un miliardo e 900 milioni di patrimonio è il tesoro della settima fondazione di origine bancaria a livello nazionale, il cui piano pluriennale di erogazioni è passato da 80 a 139 milioni. “Con una crescita straordinaria a favore degli enti territoriali, dell’associazionismo e della sanità” ricorda la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero.
 
Come funziona il percorso delle nomine in Fondazione
 
In un’intervista odierna a La Stampa il suo predecessore Federico Borgna ha preannunciato il deposito della candidatura a consigliere generale, entro il termine del 6 marzo previsto dal bando del Comune di Cuneo. Era un segreto di Pulcinella, come lo è il fatto che quella candidatura - in vista della presidenza - conti sul solido appoggio dell’amministrazione. Se andasse in porto, il 50enne promotore finanziario tornerebbe in via Roma, giusto un isolato più in là. Tra il municipio e palazzo Vitale, però, c’è una distanza molto più lunga dei nove numeri civici che li separano. Per colmarla bisogna affrontare un gioco dell’oca che inizia il 22 marzo, con la definizione del quadro delle nomine da passare al vaglio dell’apposita commissione. I suoi quattro membri (Michele Antonio Fino di Saluzzo, Annalisa Bove di Alba, Vittorio Sabbatini di Cuneo e Giuliana Turco di Mondovì) esprimeranno i pareri sui vari curricula. Il 15 aprile l’attuale consiglio generale si riunirà per l’ultima approvazione del bilancio e per la nomina dei nuovi consiglieri. Da quel momento fino ai primi di maggio si apre la finestra per le candidature alla presidenza: ognuno degli aspiranti deve contare sull’appoggio di almeno sette dei venti consiglieri, cosa che riduce a due il numero dei papabili. Il 6 maggio, infine, il nuovo consiglio generale si esprimerà sull’elezione del presidente e del consiglio di amministrazione.
 
Cuneo ha diritto di indicare due consiglieri (un uomo e una donna), così come Mondovì in questa tornata. Ad Alba ne spetta uno, poi c’è la rotazione tra gli altri comuni che stavolta tocca Dronero, Villanova Mondovì e Canale, ognuno con un consigliere. L’area braidese, aggiuntasi dopo la fusione con Fondazione Cassa di Risparmio di Bra, ha una nomina a bando: arriviamo così a nove. Quattro altri consiglieri sono espressione delle associazioni di categoria: Confartigianato e Coldiretti dovranno indicare ognuna una candidatura proveniente dall’Albese, Confcommercio un nominativo cuneese, Confindustria un monregalese. Alla Diocesi di Cuneo e al mondo dello sport spettano altre due indicazioni. Poi c’è il meccanismo delle terne, novità introdotta col nuovo statuto, tramite la quale il consiglio uscente dovrà “pescare” uno dei tre nomi indicati dagli altri enti designanti con criterio territoriale: gli organismi di volontariato (una terna albese), Confcooperative (terna cuneese), l’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle (idem) e i sindacati (terna monregalese). All’università spetta la possibilità di selezionare la propria terna in tutta la provincia.
 
Il dibattito accende il Consiglio comunale (e spunta un “tesoretto” per Cuneo)
 
Allo stato attuale, in municipio è arrivata una sola candidatura, peraltro riferita a un cittadino non residente. “Sono certa che ne arriveranno altre” ha detto ammiccando la sindaca nell’ultimo Consiglio comunale. “Questa non è una partita spartitoria o giocata ai banconi di un bar e parte da un ragionamento profondo” ha aggiunto, dopo aver ribadito il suo secco “no” all’ipotesi di fusioni e megafondazioni. La candidatura (vincente) di Luca Robaldo in Provincia e di Borgna in Fondazione erano parte dell’accordo da cui è uscita la designazione dell’ex senatrice Pd a capo del centro-centrosinistra cuneese. Questo Manassero lo conferma, ma aggiunge una chiosa importante riguardo a Borgna: “È il mandato che la maggioranza mi ha dato, sul quale lavorare non come punto esclusivo - o questo, o morte - ma come punto di partenza per poter trattare con altri sindaci”. Detto in altre parole: Borgna è la pedina con cui si aprirà il gioco sulla scacchiera, ma se fosse necessario sacrificarla, Cuneo lo farà.
 
Una garanzia insufficiente per Giancarlo Boselli, capogruppo di Indipendenti, che aveva chiesto invece di condividere i profili dei candidati nelle commissioni comunali. Proposta respinta dalla sindaca: ai consiglieri arriverà a giorni - tramite conferenza dei capigruppo - il documento che i sindaci di Cuneo, Alba, Mondovì e Bra stanno perfezionando (ci lavora Robaldo), oltre ai dossier sulle candidature. Non altro: “L’analisi e lo screening delle candidature è una prerogativa del sindaco che non penso di portare in commissione”. “Ha già deciso di nominare Borgna nel consiglio generale e di portare avanti la candidatura senza neanche aver visto le altre” è l’accesa protesta del leader di Indipendenti, che provoca la contro-replica della sindaca: “Non c’è la presunzione della maggioranza di Cuneo di indicare il presidente o di fare da sola la partita: il resto del mondo riconosce che è una posizione corretta, da lei naturalmente non arriva lo stesso giudizio”. Per Boselli, la nomina di Borgna resta il frutto di “una miope visione di spartizione degli incarichi”.
 
Polemiche a parte, dalla discussione in municipio arriva anche una buona notizia, data in anteprima dalla sindaca: sabato scorso il presidente Ezio Raviola ha comunicato che, in virtù dei risultati di un anno particolarmente favorevole, al Comune di Cuneo è stato riconosciuto un contributo straordinario di 500mila euro che verrà destinato ai temi della sostenibilità.

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