CUNEO - Fondazione Ospedale Cuneo: una nuova Sala Ibrida da 2 milioni di euro tra i progetti del 2026

Innovazione tecnologica, umanizzazione degli ambienti e cure alternative al centro del Bilancio Sociale approvato. Al via la trasformazione dei Tomasini in un polo di ricerca e formazione

Monica Fissore 24/04/2026 07:10

Si è svolta ieri, giovedì 23 aprile, presso il Centro Incontri C-LAB di via Busca, l’assemblea annuale della Fondazione Ospedale Cuneo ETS. Un appuntamento partecipato, non solo di rendicontazione ma anche di visione, che ha messo in luce un 2025 particolarmente significativo e ha delineato con chiarezza le direttrici strategiche per il 2026. A presiedere i lavori la presidente Silvia Merlo, affiancata dal direttore Massimo Silumbra, in un contesto, quello del C-LAB, scelto non a caso: "Siamo affezionati a questo luogo, sede dei giovani – ha sottolineato Merlo – perché rappresenta il futuro e il passaggio di testimone che nel tempo vogliamo costruire". Il Bilancio Sociale 2025 restituisce l’immagine di una Fondazione in piena maturazione, capace di consolidare la propria struttura e rafforzare il legame con l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e con l’intera comunità. Un documento che, come sottolineato dalla presidente Silvia Merlo, “racchiude la passione, il tempo e la dedizione del consiglio, dei medici, dei donatori e di tutta la comunità che ruota attorno alla Fondazione. È motivo di orgoglio vedere che questo percorso sta prendendo forma”. Nel corso dell’anno sono stati raccolti circa 635 mila euro di donazioni, mentre le erogazioni a favore dell’Ospedale hanno raggiunto quota 570 mila euro, portando il totale degli ultimi tre anni a circa 3,3 milioni di euro. Dal punto di vista patrimoniale, la Fondazione conferma una struttura solida, con quasi 2 milioni di euro di attivo e oltre 1,5 milioni di liquidità, elementi che hanno consentito di sostenere consapevolmente un disavanzo di circa 130 mila euro per incrementare le erogazioni a favore dell’ospedale, frutto di una scelta precisa: "Abbiamo deciso volontariamente di donare più di quanto raccolto – ha spiegato Merlo – utilizzando risorse accantonate negli anni precedenti". Le risorse sono state indirizzate su due assi principali: da un lato l’innovazione tecnologica, che ha assorbito circa 340 mila euro, e dall’altro l’umanizzazione e i percorsi di cura alternativa, a cui sono stati destinati circa 230 mila euro. Tecnologie e ambienti: la cura passa anche dallo spazio Il 2025 ha visto un’intensa attività sia sul fronte delle dotazioni tecnologiche sia su quello della riqualificazione degli ambienti ospedalieri. Tra le principali acquisizioni: monitor multiparametrici per la Terapia Intensiva Neonatale, ecografi palmari per il Pronto Soccorso, strumentazioni per cardiologia, medicina nucleare e risonanza magnetica. Particolarmente significativa la raccolta fondi che ha permesso di finanziare 15 monitor per la TIN: "Un risultato che dimostra quanto possiamo contare sulla comunità", ha evidenziato la presidente. Parallelamente, grande attenzione è stata dedicata all’umanizzazione degli spazi. Interventi che, come ha spiegato Silumbra, non sono marginali: "Può sembrare banale inserire immagini della natura o migliorare le sale d’attesa, ma esistono evidenze scientifiche che dimostrano quanto questi elementi incidano positivamente sul percorso di cura". Tra i progetti realizzati rientrano la riqualificazione del Day Hospital Oncologico e del Centro Salute Donna, insieme agli interventi in Medicina Nucleare e nel Day & Week Surgery. Particolare attenzione è stata dedicata anche al Pronto Soccorso, dove sono state migliorate diverse aree e creata la “stanza del sollievo”, uno spazio pensato per accogliere i momenti più delicati del dialogo tra medici, pazienti e familiari. Durante l'evento di ieri è stato presentato anche il simbolo che fungerà da impronta per tutti gli interventi della Fondazione Ospedale: si tratta di “due mani che accolgono”, un segno distintivo estrapolato dal logo della Fondazione che verrà progressivamente inserito negli spazi riqualificati. La relazione come terapia Accanto agli interventi strutturali, la Fondazione ha investito in progetti che mettono al centro la persona. Dalla pet therapy – estesa dalla psichiatria a pediatria, neurologia e geriatria – alla musicoterapia, fino al piano “Cura di chi cura” dedicato al benessere del personale sanitario. Tra le iniziative in corso anche la realizzazione di interventi per rendere più accoglienti gli ambulatori e i reparti di degenza: la filodiffusione in radioterapia, la creazione di aree di socializzazione in Chirurgia Vascolare, dove per i pazienti è importante avere spazi adatti per potersi muovere, e il futuro giardino terapeutico per la psichiatria, che verrà allestito negli spazi verdi del Carle grazie alla consulenza del rinomato architetto paesaggistico Pejrone. C-LAB: investire sui giovani Il 2025 è stato anche l’anno della nascita del C-LAB, laboratorio civico dedicato ai giovani, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni ai temi della salute e della solidarietà. "Significa seminare per il futuro" ha ribadito Merlo, sottolineando l’importanza del coinvolgimento attivo dei giovani nel percorso della Fondazione. 2026: una nuova Sala Operatoria Ibrida Guardando al futuro, il progetto più rilevante è senza dubbio la realizzazione di una nuova Sala Operatoria Ibrida. Si tratta di un investimento superiore ai 2 milioni di euro, reso possibile anche grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e Fondazione CRC. La nuova struttura sostituirà quella attualmente in uso, risalente al 2012, e rappresenterà un salto tecnologico significativo. Il percorso di progettazione ha visto un cambio di approccio rispetto al passato, quando ad esempio è stata donata la PET. Per la futura Sala Ibrida la Fondazione ha voluto un forte coinvolgimento dei medici, che hanno visitato centri di eccellenza in Europa per individuare le migliori soluzioni. "Sono loro a indicarci quali siano le soluzioni migliori su cui indirizzare i nostri acquisti – ha evidenziato Merlo – e la loro partecipazione è stata fondamentale". La Fondazione sosterrà circa il 30% dell’investimento, confermando il proprio ruolo strategico nel potenziamento dell’ospedale. Tomasini: un polo per formazione e ricerca Altro pilastro del 2026 sarà l’avvio dei lavori di riqualificazione del complesso dei Tomasini, acquisito il 10 dicembre scorso. Il complesso dei Tomasini sarà destinato a diventare un centro polifunzionale dedicato alla formazione, alla ricerca e all’accoglienza di studenti e medici specializzandi, configurandosi come un punto di riferimento per la crescita professionale e culturale del territorio. "Non è solo ridare vita a un luogo – ha spiegato Merlo – ma creare uno spazio di cultura, confronto e crescita per tutto il territorio. Sarà una pietra miliare per Cuneo". Cultura e comunità: la mostra fotografica Tra le iniziative del 2026 anche la mostra “Alla luce della cura”, con gli scatti del fotografo Marco Sasia, che sarà ospitata nel nuovo complesso della biblioteca nel vecchio ospedale Santa Croce. Un progetto che porterà anche alla realizzazione di un libro, testimonianza visiva dell’umanità e dell’eccellenza dell’ospedale cuneese. Una rete che guarda avanti In chiusura, un messaggio chiaro: la Fondazione Ospedale Cuneo è una realtà collettiva, una rete. "Abbiamo bisogno di tutti, non solo di risorse economiche, ma di energia, idee e tempo" ha dichiarato Merlo, che ha voluto concludere rivolgendosi ancora ai giovani: “Grazie a voi, abbiamo bisogno del vostro stimolo e del vostro ‘pungolarci’”.