Riceviamo e pubblichiamo.
Egregio Direttore,
le recenti dinamiche che riguardano la governance di alcune fondazioni bancarie piemontesi sollevano interrogativi seri sul rispetto dei principi di trasparenza, autonomia e pluralismo.
Da un lato, la figura di Maurizio Rasero, sindaco di Asti e presidente della Provincia, che attraverso gli enti locali contribuisce a determinare la maggioranza della locale Fondazione Cassa di Risparmio, fino ad approdare alla presidenza della Banca di Asti, evidenzia una concentrazione di potere politico-amministrativo e finanziario che rischia di comprimere gli spazi di equilibrio istituzionale.
Dall’altro, le indiscrezioni insistenti su una possibile nomina di Giuliana Cirio – sorella del presidente regionale Alberto Cirio – alla segreteria generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, su indicazione del presidente Mauro Gola, rafforzano la percezione di un sistema chiuso, dove le scelte rischiano di essere guidate più da appartenenze che da merito e competenze.
Le fondazioni bancarie rappresentano un presidio fondamentale per lo sviluppo dei territori: gestiscono risorse rilevanti e svolgono un ruolo chiave nel sostegno al sociale, alla cultura e all’economia locale. Proprio per questo, come già evidenziato anche nel dibattito pubblico recente, è essenziale che esse operino nel pieno rispetto dei valori di indipendenza, trasparenza e partecipazione.
Quando si accumulano incarichi e si moltiplicano le relazioni tra livelli politici e gestionali, il rischio è quello di superare una soglia critica, oltre la quale si incrina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Non si tratta di mettere in discussione le persone, ma di difendere un modello: quello di enti realmente autonomi, capaci di selezionare le proprie figure apicali attraverso criteri chiari, pubblici e meritocratici.
Per queste ragioni, è necessario aprire una riflessione seria e immediata sul funzionamento delle fondazioni bancarie piemontesi, affinché si possa ristabilire un equilibrio che garantisca pienamente l’interesse pubblico e la credibilità delle istituzioni. Il tema non è più rinviabile.
Grato per lo spazio che vorrà riservare a questa mia breve riflessione, porgo cordiali saluti.
Bruno Giordano