CUNEO - Fratelli d’Italia non molla: “Il Comune spieghi perché il convegno sulle foibe non avrà il patrocinio”

Dopo un sit in di protesta davanti al municipio di Cuneo, Garnero e Mallone annunciano un’interpellanza: “Le giustificazioni fornite sono lacunose e incoerenti”

Andrea Cascioli 10/02/2024 16:20

Non hanno convinto Fratelli d’Italia le spiegazioni fornite dall’assessore alla Cultura Cristina Clerico sulla mancata concessione del patrocinio al convegno con il senatore Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito vent’anni fa il Giorno del Ricordo.
 
Stamattina gli esponenti del partito si sono ritrovati davanti al municipio per un sit-in di protesta, promosso anche a nome del Comitato 10 Febbraio che aveva richiesto al Comune di Cuneo il patrocinio per l’iniziativa del prossimo venerdì 16 all’auditorium Varco. Erano presenti per FdI il capogruppo in Consiglio regionale Paolo Bongioanni, l’onorevole Monica Ciaburro e i consiglieri comunali Massimo Garnero e Noemi Mallone, insieme a Franco Civallero per Forza Italia e Laura Menardi per la lista civica Siamo Cuneo.
 
“Siamo sorpresi e amareggiati da questo rifiuto, - ha ribadito il presidente cuneese del Comitato 10 febbraio, Denis Scotti - perché il patrocinio all’iniziativa è stato invece già concesso dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo. Come ha ricordato nella sua visita cuneese e nuovamente in questi giorni il presidente Mattarella, non bisogna avere paura di riaprire i cassetti della storia e di impegnarci per ritrovare un terreno comune di riconciliazione nazionale che superi rimozioni e manipolazioni del passato”.
 
La questione sarà oggetto di un’interpellanza da parte di Garnero e Mallone nel prossimo Consiglio comunale: il diniego espresso dall’amministrazione “non è stato minimamente motivato dalla giunta comunale”, lamentano i due consiglieri. A proposito della replica fornita da Clerico, si parla di motivazioni “totalmente lacunose e incoerenti”, tanto più perché arrivate “non nella comunicazione di diniego, ma solo successivamente, sui giornali”. I proponenti ricordano anche che nonostante i vari atti depositati, in ultimo un ordine del giorno approvato a grande maggioranza, il Comune non si è prodigato “al fine di apporre una targa nella città in ricordo dei martiri delle foibe”. Questo, aggiungono gli esponenti della destra, a differenza di altre città in provincia “che hanno deciso, da tempo, di intitolare spazi ai martiri delle foibe”. Nell’elenco si menzionano Alba, Fossano, Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Boves, Cervasca e Ceva, ma anche Bra e Savigliano dove ad adoperarsi sono state giunte di centrosinistra.

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