CUNEO - Giustizia, dal 1 luglio riprendono anche le udienze con testimoni nei tribunali di Cuneo

Sia nel penale che nel civile si attenuano le norme anti-Covid che prevedevano il rinvio d’ufficio dei processi per il ‘periodo arancione’

Andrea Cascioli 13/06/2020 13:20

 
Si torna a una parvenza di normalità anche nelle aule di giustizia, dove a partire dal 1 luglio i giudici potranno ricominciare a celebrare anche le udienze che prevedano la presenza di testimoni, consulenti e periti.
 
Lo ha deciso il presidente vicario del tribunale di Cuneo, Alberto Tetamo, sentito il parere dei presidenti di sezione, dell’Ordine degli Avvocati e della Camera Penale. Si parla comunque di eccezioni che dovranno essere valutate caso per caso dal giudice: fino al 31 luglio, infatti, restano in vigore le norme previste per il ‘periodo arancione’ che dispongono il rinvio d’ufficio delle udienze salvo nei procedimenti a carico di detenuti o di persone sottoposte a misure cautelari.
 
A fronte del fatto che “si sono notoriamente attenuati sul territorio nazionale gli effetti del fenomeno pandemico”, scrive il presidente del tribunale, si potrà ora procedere a un ampliamento delle attività in presenza compatibilmente con l’applicazione delle norme di prevenzione anti-Covid. Via libera quindi alla fissazione di udienze penali con testimoni purché in numero e con uno scaglionamento orario tale da scongiurare l’eccessivo affollamento in aula o l’attesa prolungata nei corridoi. Per quanto riguarda i processi la cui trattazione è rimessa ai giudici onorari, sarà possibile alle parti segnalare la volontà di definire subito il procedimento tramite patteggiamento, MAP o sentenze di non luogo a procedere.
 
Anche nel settore civile si amplia il numero di udienze che potranno essere celebrate in presenza anziché da remoto come sta avvenendo di regola in questi mesi per i processi che richiedono la partecipazione di soggetti diversi dalle parti e dai rispettivi difensori. Ciò potrà avvenire, sempre in via eccezionale, sia d’ufficio che a fronte di una motivata istanza congiunta dei procuratori delle parti, comunque soggetta alla valutazione del giudice. Dovranno in ogni caso essere comunicati per tempo alla cancelleria i nominativi delle persone autorizzate ad accedere al palazzo di giustizia.

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