CUNEO - Gli ambulanti in piazza a Cuneo: ‘Noi, discriminati e dimenticati, chiediamo solo di lavorare’

La protesta anti-Dpcm di chi denuncia una disparità di trattamento inspiegabile: ‘Operiamo all’aperto, in sicurezza. Perché i negozi restano aperti e noi no?’

a.c. 10/11/2020 09:50

 
“Questa è una manifestazione pacifica, ma non credo che potranno restare tali quelle che arriveranno. Quando non porta il pane in tavola la gente si arrabbia”: a parlare per tutti è Gualtiero Chiaramello, rappresentante degli ambulanti scesi in piazza stamani a Cuneo per protestare contro il Dpcm che impone la chiusura a tutti i banchi non alimentari o compresi tra quelli che vendono beni di prima necessità.
 
Decine di mercatari, sotto le insegne dell’associazione di categoria Fiva e della Confcommercio, si sono dati appuntamento in piazza Galimberti denunciando una discriminazione a loro danno: “Operiamo all’aria aperta, in un ambiente molto più sicuro rispetto a chi sta al chiuso. Eppure alcuni negozi possono rimanere aperti e noi no. Una disparità che non è possibile spiegare”. Questo è anche il senso degli slogan che si leggono sui cartelli: “Il diritto al lavoro non si può dividere in categorie” “Non ci sono commercianti di serie B” o anche “Se non di Covid moriremo di fame”.
 
La preoccupazione, per nulla attenuata da promesse di ristoro, è legata al prossimo futuro. La situazione delle chiusure a Natale, certo, ma anche le scadenze più ravvicinate: “A fine mese ci sono i pagamenti delle scorte invernali, ci sono aziende che hanno tra i 10 e i 60mila euro di debiti da coprire con le banche: ci spieghino come si può fare senza lavorare”.

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