CUNEO - Gribaudo (PD): 'Asti-Cuneo, Toninelli paralizza tutto'

L'intervento della deputata di Borgo San Dalmazzo ieri alla Camera: 'Non vogliamo la decrescita felice, vogliamo infrastrutture e lavoro'

Comunicato stampa 27/02/2019 12:39

Ieri alla Camera la deputata PD Chiara Gribaudo è intervenuta in solidarietà e di sostegno ai sindaci cuneesi che ieri hanno manifestato per chiedere risposte sull’Asti-Cuneo. “Sembra che il Ministro Toninelli abbia intenzione di stracciare l’accordo di cross financing raggiunto in sede europea dal Ministro Delrio che avrebbe permesso l’avvio dei cantieri dell’Asti Cuneo già nel 2018, e che invece si sta andando verso una nuova negoziazione che farà perdere anni preziosi e soprattutto rappresenta un regalo incredibile ai concessionari, che non ci saremmo mai aspettati da chi ha sempre dichiarato di voler fare loro la guerra. – ha affermato la deputata cuneese - Il Ministro Toninelli infatti sta proponendo di finanziare la realizzazione del tratto mancante dell’Asti-Cuneo attraverso l’aumento del valore di subentro, che blinda nelle mani del concessionario attuale la prossima gara per la A4 Torino Milano creando un monopolio privato di oltre trent’anni”. Un meccanismo che la Commissione europea aveva già voluto limitare in passato e che secondo Gribaudo verrà rispedito al mittente, solo che “si saranno persi nel frattempo altri due anni di negoziati mentre le aziende della provincia di Cuneo pagano 100 milioni l’anno di costi extra per l’assenza di questa infrastruttura, senza considerare i danni ambientali e il logoramento della viabilità minore”.
 
Ci si rende conto che cosi facendo significa paralizzare tutto? Faccio un appello per tramite suo presidente al Ministro Toninelli – ha concluso la vicecapogruppo del PD – ascolti quei sindaci se non vuole parlare con noi, ascolti il pragmatismo cuneese e visto che blocca tutti questa volta si blocchi lui, fermi questo nuovo percorso perché il territorio cuneese e astigiano meritano rispetto e dunque basta, basta giocare con il lavoro delle persone, noi la decrescita infelice non la vogliamo, vogliamo infrastrutture e lavoro”.


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