CUNEO - I presidi delle scuole superiori cuneesi scrivono al Prefetto: ''No alle lezioni su due turni''

Le riflessioni e le proposte per un nuovo modello organizzativo in vista del ritorno a scuola in presenza previsto dal prossimo 7 gennaio

Redazione 10/12/2020 08:31

Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata al Prefetto di Cuneo dott.ssa Fabrizia Triolo dai presidi di diverse scuole superiori cuneesi.
 
Egr. Signor Prefetto,
a scriverLe sono i dirigenti scolastici delle scuole superiori della Provincia, che La ringraziano in premessa per il tempo che dedicherà ad ascoltare la loro voce e le istanze territoriali delle quali sono portatori di interesse. L’argomento che sottopongono alla Sua attenzione è il rientro in presenza a scuola. Il DPCM del 3 dicembre 2020 ha introdotto alcune importanti novità tra le quali, la più attesa dal mondo della Scuola, la previsione di un ritorno in presenza al 75%, per tutte le scuole secondarie di secondo grado, a partire dal prossimo 7 gennaio. Molto opportunamente, anche considerati la babele mediatica e il caos organizzativo derivati in passato da misure assunte in contrasto con le segnalate specificità provinciali, il provvedimento ha inteso demandare ad un tavolo di coordinamento istituito presso ciascuna Prefettura e presieduto, nel nostro caso, dalla S.V. per la definizione del più idoneo raccordo tra l’orario dei servizi di trasporto e quello delle attività didattiche della realtà provinciale. Senza trascurare che il primo dovrebbe essere idealmente ancillare al secondo e non viceversa. Nei giorni scorsi, e ancor prima che fosse firmato il citato DPCM, è stata annunciata sui quotidiani piemontesi un’ipotesi di rientro (elaborata senza coinvolgimento delle Scuole della Provincia) che prospetterebbe il doppio turno (un ingresso alle 8 con uscita alle 14 per una quota parte delle classi, ed uno alle 10 con uscita alle 16 per l’altra). Una soluzione sorretta, occorre riconoscere, da alcune buone intenzioni e da una facile ed efficace rappresentazione mediatica. Purtroppo, le buone ragioni che nei comunicati ufficiali appaiono inoppugnabili, sono nella nostra realtà cuneese confutate da alcuni fatti che confliggono in modo irrimediabile con le finalità che il servizio di istruzione persegue. Sono difficoltà di gestione concreta, a nostro avviso, insormontabili e dalla sottovalutazione delle quali, deriverebbero effetti collaterali le cui conseguenze, anche in termini di ripercussioni sull’opinione pubblica, sarebbero non marginali. Si tratta di impedimenti che finirebbero col conculcare, per una fascia non residuale di ragazzi, l’esercizio del diritto allo studio, perché farebbero venir meno le precondizioni di garanzia dei livelli essenziali di prestazione (che lo stesso richiede per poter essere effettivamente esercitato). Crediamo di adempiere ad un nostro preciso dovere, nell’interesse dei ragazzi che ci sono affidati e la cui voce in questo tornante non è rappresentata, nel raffigurare le criticità più evidenti che intravediamo in questo modello organizzativo e nel prospettarne uno che, al contrario, sarebbe invece sostenibile sotto tutti i profili. Elenchiamo di seguito alcune delle criticità unanimemente rilevate.
 
a) E’ impensabile che i percorsi, i tempi e le geometrie di tutte le tratte coinvolte nel complesso dedalo dei trasporti scolastici cuneesi (che incrocia vettori locali, servizi dedicati, tratte ferroviarie, coincidenze e cambi - spesso frutto di anni di interventi puntuali e migliorativi) possano essere replicati nella fascia oraria successiva. In tutta sincerità le assicurazioni che ci giungono (dai decisori politici e non dagli operatori del settore, che al contrario esprimono le nostre stesse preoccupazioni) non ci rassicurano affatto, anche in forza di esperienze pregresse nelle quali i fatti conseguenti si sono incaricati di sconfessare analoghe e ostinate rassicurazioni. Merita richiamare che il servizio scolastico, a differenza di altri, risponde ad un carattere di universalità e non di “buona prevalenza” (un solo studente delle vallate o delle Langhe lasciato a piedi vedrà negato un suo diritto). I contatti informali con i soggetti che gestiscono alcuni vettori fondamentali escludono, anche per carenza di mezzi e di risorse, che si possa duplicare il sistema complessivo del trasporto scolastico nelle due ore successive. Impensabile replicare gli orari quando le coincidenze incrociano scambi treno-autobus su fasce mattutine assai più diradate nelle corse o, ad esempio, nei treni interregionali.
b) Anche ammesso che si riesca a replicare l’impianto completo del sistema di trasporto, emerge una criticità forte nella rielaborazione dell’orario scolastico (messo a punto attraverso un lavoro certosino delle commissioni orario di ogni scuola, che hanno lavorato nell’estate per centinaia di ore e che non potrebbero realisticamente, in poche settimane, ripensarlo integralmente). Quest’anno l’orario ha dovuto rispondere a vincoli sistematici molto più restrittivi (il layout rigido per il distanziamento nelle aule ne ha rese alcune inidonee ad ospitare classi più numerose; spesso il numero di aule è inferiore al numero delle classi, il che rende necessario il ricorso all’avvicendamento nei laboratori; i numeri e la presenza di studenti con disabilità insieme ai docenti di sostegno rendono non interscambiabili aule e classi; le palestre spesso di proprietà degli enti locali sono concesse da convenzione soltanto fino alle 14; il personale ATA che attende al compito di igienizzazione continua dei locali, sulle scuole superiori non è stato potenziato da organico COVID, come è invece successo alle scuole primarie. Estendere la permanenza a scuola su due turni, in sedi distaccate dove spesso il personale è ridotto ai minimi termini, rischia di rendere impossibile il rispetto dei protocolli COVID; etc.)
c) Anche ammesso che si risolvano le criticità di cui ai punti a) e b) affiorano quelle, non meno cruciali, sulla sostenibilità didattica che impattano direttamente sulla qualità della vita dei ragazzi. Uno studente che parta alle 8 di casa per giungere a scuola alle 10, frequentare le lezioni fino alle 16 per poi rientrare in serata a dimora, quando e dove mangerebbe ogni giorno il pranzo? Le scuole non sono attrezzate al servizio mensa e i protocolli COVID ingiungono severe restrizioni sull’intervallo, che è stato infatti quasi generalmente abolito. Lo stesso studente quando potrebbe studiare? Non crediamo che il tempo dello studio possa essere trascurato o penalizzato in modo così rimarchevole da un modello organizzativo che nuoce gravemente ad ogni sua possibile fruizione. Le scuole superiori della Provincia di Cuneo svettano da anni e omogeneamente nelle indagini internazionali e nazionali (Eduscopio, Invalsi, etc) anche perché da sempre è presidiata la qualità dello studio individuale. Noi crediamo che questo patrimonio immateriale non possa essere sacrificato sull’altare di un’idea che viene calata dall’alto sul destino prossimo di ogni scuola e di ogni ragazzo cuneese.
d) Ulteriori criticità si prospettano in relazione a tutte le attività di recupero e di programmazione collegiale e a quelle di valutazione periodica (consigli di classe e scrutini), a quelle extrascolastiche ed extracurricolari, che dovrebbero tutte, fatalmente, essere collocate in orario preserale, con ulteriori criticità. Inoltre alcune scuole (es. istituti alberghieri, indirizzi musicali, etc.) prevedono già ora attività pomeridiane obbligatorie che si sovrapporrebbero alle altre e che quindi non si potrebbero effettuare.
 
Noi riteniamo che la miglior proposta sia la seguente:
a) Garantire il trasporto del 75% degli studenti, orientando le ulteriori risorse, anziché al raddoppio di tutte le corse, al potenziamento di quelle che ci sono alle 8 e alle 14 (e prevedendole con arrivi intervallati).
b) Prevedere, in ossequio al DPCM, una didattica in presenza del 75% (che significa lasciare alle scuole la rimodulazione delle presenze e della Didattica a Distanza, portando ad una presenza media - in un mese e a rotazione - di 3 settimane su 4).
 
E’ un modello razionale, sostenibile e del tutto compatibile con le esigenze delle Scuole (e crediamo del sistema dei trasporti cuneese). Un modello che pone al centro le esigenze dei ragazzi, di tutti i ragazzi, anche di quelli che per residenza famigliare appaiono più svantaggiati. Siamo fiduciosi che la S.V. saprà tenere in considerazione queste esigenze, più che nostre, dei ragazzi e delle migliaia di famiglie coinvolte.
 
La ringraziamo per la Sua attenzione e garantiamo la nostra massima collaborazione. Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità possa essere utile al perseguimento del miglior raccordo tra le esigenze in gioco. Ci è gradita l’occasione per formularLe i migliori auguri per le prossime festività.
Cuneo, 5 dicembre 2020
 
- Seguono le firme dei dirigenti scolastici delle scuole superiori cuneesi -
 
Paola BOGGETTO IISS “P.Cillario Ferrero’- ALBA
Paolo CORTESE IIS “Vallauri” - FOSSANO
Valeria COUT IIS “L.Einaudi” Alba
Mara FERRERO IIS "G. Baruffi" - CEVA
Bruno GABETTI Liceo "Vasco Beccaria Govone" - Mondovì
CARLO GARAVAGNO IIS BIANCHI VIRGINIO CUNEO
Donatella GARELLO IIS Giolitti Bellisario Mondoví
Antonella GERMINI IIS "Umberto I" - ALBA
FLAVIO GIRODENGO IIS DENINA - SALUZZO 
Luca MARTINI IIS Arimondi-Eula - Savigliano
Alessandra MASSUCCO IIS Ernesto Guala BRA
Giacomo MELINO IIS "Cigna-Baruffi-Garelli" - MONDOVI'
Gianluca MORETTI IIS Velso Mucci - BRA
Alessandro PAROLA Liceo scientifico e classico statale "G. Peano - S. Pellico" di Cuneo
Alessandra PASQUALE Liceo Ancina - Fossano
IVAN RE ITIS "M. Delpozzo" - CUNEO
Milva RINAUDO IIS "S.GRANDIS"-CUNEO
Paolo ROMEO ITC Bonelli Cuneo
Lorenzo RUBINI Liceo G.B. Bodoni - SALUZZO
Mariella RULFI Liceo Statale “E. DeAmicis” - Cuneo
Francesca SCARFI' Liceo "Giolitti - Gandino" Bra
Alessandra TUGNOLI IIS “Soleri Bertoni” - SALUZZO
Patrizia VENDITTI IIS Virginio Donadio - CUNEO
Anna VIARENGO Liceo Scientifico "L. Cocito " - Alba
Alessandro ZANNELLA Istituto Magistrale Statale "L. da Vinci" - Alba

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