CUNEO - Il 50 per cento degli istituti scolastici del Piemonte non ha l’aula di informatica

Le nuove generazioni sono native digitali, ma è importante che acquisiscano confidenza con i mezzi di comunicazione, per utilizzarli al meglio evitando i rischi. La situazione nella Granda

Micol Maccario 04/08/2023 16:28

Non è più pensabile per i giovani non disporre di conoscenze informatiche approfondite utili per studiare, lavorare, informarsi e rimanere connessi con le altre persone. Eppure, non tutti sanno utilizzare bene un computer. Poco più della metà degli europei raggiunge un livello almeno di base (53,9%) e solo uno su quattro (26,4%) ha competenze digitali più approfondite. Per l’Italia i dati scendono rispettivamente al 45,6% e al 22,5%. Se si indaga la fascia d’età compresa tra i 16 e i 74 anni è ovvio che la situazione peggiori ulteriormente. 
 
In Italia, inoltre, è presente un grande divario tra città e aree periferiche e ultraperiferiche (cioè quelle in cui per raggiungere la città dotata di servizi più vicina bisogna almeno spostarsi per 40 minuti nel primo caso e un’ora nel secondo). Nei centri più grandi la quota di persone che ha competenze digitali elevate si attesta intorno al 27%. Nei territori meno centrali la percentuale scende al 18%. 
 
Per cercare di colmare il divario e garantire a tutti di poter sviluppare competenze informatiche almeno sufficienti l’istituzione scolastica gioca un ruolo fondamentale. A tal proposito nei prossimi anni sono previsti una serie di interventi, molti dei quali grazie ai fondi del PNRR, che si pongono come obiettivo il potenziamento della dotazione tecnologica delle scuole. In Piemonte sono in programma 1.063 interventi in totale.
 
Analizzando nello specifico la situazione delle aule di informatica nelle scuole grazie ai dati consultabili sul sito di Openpolis, è possibile evidenziare che su oltre 40 mila edifici scolastici presenti su tutto il territorio italiano, solo uno su tre (il 32,4%) è provvisto di aule di informatica. Le differenze a livello nazionale sono evidenti. Considerando che non sono disponibili i dati di tutti gli istituti, è comunque possibile affermare che la metà degli edifici scolastici piemontesi ne sono provvisti (49,9%). Un dato molto più confortante rispetto ad altre regioni come l’Abruzzo (23,3%), la Calabria (18,1%), la Campania (17,8%) e il Lazio (16,8%). Soprattutto i territori del centro sud-sono dichiarano una minore dotazione di aule di informatica nelle scuole. In alcune provincie il dato è al di sotto del 15%. Si tratta di Matera (14,5%), Roma (13,7%), Napoli (13,6%), Cosenza (13%), Latina (12,3%), Salerno (11,9%) e Benevento (10,4%).
 
La situazione in Piemonte e nel Cuneese
Tra i dati proposti da Openpolis sono presenti il numero di edifici scolastici con aule informatiche, senza aule informatiche e la percentuale. Secondo questi dati, ci sono 166 comuni che hanno raggiunto il 100%, cioè con almeno una classe di informatica per ogni edificio scolastico. Di questi, 33 si trovano in provincia di Cuneo. Nell’elenco, tra i tanti figurano Boves, Entracque, Pianfei, Robilante, Roccasparvera, Trinità e Vernante. 
 
Interessante notare che, tra i comuni con il risultato migliore, c’è anche un municipio ritenuto “periferico”. Si tratta di Monesiglio, un borgo di 583 abitanti vicino a Mombarcaro. Tra gli altri comuni periferici di cui sono disponibili i dati Ormea, Sampeyre e Stroppo dichiarano di avere la metà degli edifici scolastici provvisti di aula computer (50%). In molti la percentuale si attesta allo 0%, un dato che conferma la tendenza nazionale delle aree più isolate. Cuneo città, al contrario delle aspettative, si colloca in basso nella classifica, con solamente il 22,73% degli istituti provvisti di un’aula informatica.                                                                                                                      
Certo è che disporre di uno spazio dotato delle tecnologie informatiche è solo il primo passo per cercare di formare nuove generazioni di ragazze e ragazzi consapevoli dell’importanza della tecnologia. Non basta, inoltre, saper usare un computer o navigare su internet. È necessario farlo in modo conscio, valutando tutti i rischi che esistono in rete e sui social.
 
Per tale motivo negli ultimi anni a livello europeo sono stati introdotti numerosi corsi anche specifici per formare adulti consapevoli, proattivi e capaci di avvalersi dei lati positivi di tutte le nuove tecnologie. Dal 2020, in Bulgaria sono stati avviati a partire dall’ultimo anno della scuola primaria materie come modellazione informatica e tecnologia dell’informazione. In Estonia, ci sono corsi di sicurezza digitale, digital art e coding a partire dal primo anno della primaria. Ci vogliono sicuramente gli strumenti giusti (pc moderni, una rete internet veloce, tablet, lavagne interattive), ma da soli non servono a niente senza insegnanti formati e la giusta quantità di ore destinate all’insegnamento.                                                                                         

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