VINADIO - Il caso di Vinadio fa discutere la politica: “L’assoluzione è un’offesa a chi rispetta le regole”

L’onorevole Ciaburro critica la sentenza che ha ritenuto non punibile il comportamento di un giovane albanese, fermato senza documenti durante il lockdown

Redazione 06/05/2022 08:21

Interviene anche la politica dopo il caso giudiziario, raccontato da Cuneodice.it, relativo a un giovane albanese di Vinadio accusato - e poi assolto - per aver rifiutato di esibire i documenti ai carabinieri. I militari lo avevano fermato in due occasioni, la prima all’indomani del decreto che disponeva il confinamento sanitario per l’intero Paese e la seconda a un mese di distanza.
 
In entrambe le occasioni, ha raccontato il comandante Perlo della locale stazione carabinieri, il giovane avrebbe rifiutato di identificarsi: “Sopporta poco le regole e in più occasioni ha detto che ‘non gliene può fregare di meno’ delle leggi italiane e dell’Italia. Non ritenendosi italiano non si sente in dovere di rispettarle” ha spiegato il maresciallo. Il giudice ha ritenuto che il comportamento dell’imputato, già condannato in un’altra occasione per furto e danneggiamento, non fosse meritevole di una sanzione penale: il processo è terminato perciò con una sentenza di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto.
 
La sentenza ha suscitato reazioni non solo tra i nostri lettori ma nei luoghi della rappresentanza istituzionale. All’indomani del pronunciamento, interviene sul tema l’onorevole Monica Ciaburro, parlamentare di Fratelli d’Italia e sindaco di Argentera: “Quando milioni di italiani hanno rispettato con pazienza, sopportazione e senso civico il lockdown e tutte le misure di restrizione del governo italiano c’è stato non solo chi non ha mai avuto intenzione di rispettare la legge dello Stato italiano, ma si è anche permesso di insultare ed offendere costantemente gli agenti delle forze dell’ordine”.
 
Quanto successo a Vinadio, tuona Ciaburro, “è di una gravità imbarazzante, perché che un cittadino straniero non ottemperi alla richiesta di esibizione dei documenti ed alle misure di contenimento rispettate da tutti i cittadini è molto grave, ma il fatto che questa persona dichiari apertamente di non sentirsi in dovere di rispettare le leggi italiane è la mortificazione dello Stato di diritto. Trattandosi poi di un individuo con precedenti per furto e danneggiamento, l’assoluzione rappresenta l’ennesima offesa a chi le regole le ha sempre rispettate e le rispetta ogni giorno”.
 
“Una società incapace di far rispettare il proprio diritto - conclude la deputata - non è in grado né di difendere la propria civiltà né di poter crescere libera. La mia massima solidarietà e vicinanza va alle forze dell’ordine ed all’Arma dei Carabinieri, il cui operato è messo a dura prova ogni giorno da un sistema che deve essere cambiato il prima possibile per garantire diritti, doveri, libertà e sicurezza”.

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