“Prendiamo atto con soddisfazione della nota diffusa dalla Procura della Repubblica di Cuneo in merito ai fatti avvenuti lo scorso 4 giugno in corso Giolitti. Pur essendo in corso gli accertamenti di rito, l’Autorità Giudiziaria ha chiarito che, allo stato attuale, l’utilizzo del taser da parte del Carabiniere intervenuto non appare essere stato eseguito al di fuori di una causa di giustificazione né con eccedenza dei relativi limiti”. Lo scrive in una nota Davide Tufo, segretario regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Il riferimento è alla comunicazione diffusa stamattina dalla Procura di Cuneo, in relazione ai fatti avvenuti nei giorni scorsi in corso Giolitti, dove una donna in stato di alterazione è stata fermata da un militare dell’Arma con l’utilizzo del taser. Scrive Tufano: “Si tratta di un passaggio importante che conferma quanto da noi sostenuto sin dall’inizio: prima di formulare giudizi affrettati sull’operato delle forze dell’ordine è necessario attendere che i fatti vengano ricostruiti nella loro interezza. La ricostruzione fornita dalla Procura evidenzia infatti una situazione ben diversa da quella che qualcuno ha provato a rappresentare attraverso valutazioni sommarie o ricostruzioni parziali diffuse sui social e nel dibattito politico. Per questo motivo ritengo che le recenti dichiarazioni del segretario nazionale di Radicali Italiani, Filippo Blengino, secondo cui l’intervento sarebbe stato ‘sproporzionato’, debbano oggi essere necessariamente rilette alla luce degli elementi emersi. In uno Stato di diritto il confronto politico è sempre legittimo, ma dovrebbe poggiare sui fatti e non su valutazioni preventive che rischiano di delegittimare pubblicamente operatori che, in pochi secondi, sono chiamati ad assumere decisioni complesse per garantire la sicurezza collettiva. Come Nuovo Sindacato Carabinieri continueremo a difendere il principio secondo cui uomini e donne in uniforme hanno diritto ad essere giudicati per ciò che realmente accade e non sulla base di filmati parziali, interpretazioni mediatiche o prese di posizione ideologiche. La vicenda di Cuneo dimostra ancora una volta l’importanza di strumenti operativi come il taser, che consentono di affrontare situazioni ad alto rischio con modalità intermedie, riducendo il pericolo per i cittadini, per gli operatori e per le stesse persone protagoniste degli interventi. Rinnoviamo pertanto la nostra piena fiducia nella magistratura e il nostro sostegno ai colleghi che quotidianamente operano sul territorio con professionalità, equilibrio e senso di responsabilità”.