Scoppia la pace dopo le polemiche sul Giorno del Ricordo a Cuneo. Una ricorrenza, quella dedicata alla tragedia delle foibe e all’esodo istriano-fiumano-dalmata, che in anni passati è stata al centro di controversie in città. Solo due anni fa fu negato il patrocinio comunale a un evento organizzato dal Comitato 10 Febbraio, con la partecipazione del senatore Roberto Menia che nel 2004 era stato proponente della legge sull’istituzione della commemorazione civile. Un diniego che l’amministrazione aveva giustificato con motivazioni tecniche, non condivise dagli organizzatori dell’evento. Menia è tornato a Cuneo venerdì sera, al Centro Incontri della Provincia, per un nuovo evento del comitato presieduto in Piemonte da Denis Scotti. Molto è cambiato, nel frattempo: a cominciare dalla toponomastica, perché in città ci sarà presto l’intitolazione di una via dedicata a Norma Cossetto, studentessa istriana stuprata e uccisa dai titini nel 1943. “È sicuramente un segno positivo e ce ne sono tanti in giro per l’Italia” commenta il senatore Menia, figlio di una famiglia di esuli istriani di Buie. Non ovunque, però, le cose procedono nello stesso modo: “Continua questa strana storia per cui a polemiche si sommano polemiche, anzi quest’anno ho visto una recrudescenza di giustificazionismo e talora di negazionismo. In altri casi, come questo di Cuneo, la situazione è decisamente migliorata”. A chi chiede quali motivazioni ci siano per celebrare oggi il 10 febbraio, a ottant’anni dagli avvenimenti, il politico risponde: “Credo che il senso profondo di questa giornata sia una riconciliazione degli italiani con la loro storia. Una storia nazionale, non solo quella degli italiani di allora e delle famiglie, come la mia, che pagarono con l’esodo una guerra perduta”. L’approvazione della legge, aggiunge, ha scongiurato l’oblio che incombeva con la scomparsa degli ultimi testimoni e superstiti: “Dobbiamo continuare a seminare ‘pillole’ di memoria storica. È una storia molto lunga, non riguardo soltanto gli anni della guerra: è la storia della presenza italiana sull’Adriatico orientale. La storia di Venezia, la storia di Roma che sta nell’arena di Pola, nata prima del colosseo”. Nessun revanscismo con le altre nazioni adriatiche: “Esisteva uno spazio linguistico e culturale che si può recuperare: se l’Europa pacificata serve a qualcosa, serve anche a questo”. L’intervento del senatore Menia è stato preceduto in sala dal saluto del consigliere Rocco Pulitanò per la Provincia, dell’assessore Paolo Bongioanni per la Regione e dei parlamentari del territorio Giorgio Maria Bergesio e Monica Ciaburro. Il presidente regionale del Comitato 10 Febbraio, Denis Scotti, ha ringraziato insieme a loro il presidente del Memoriale della Divisione Cuneense Aldo Meinero e la sezione locale dell’Anpd’I, nonché i rappresentanti di istituzioni e partiti intervenuti e i volontari del comitato. “Ancora oggi - ha detto - qualche intoppo si incontra quando si va a parlare di foibe nelle pubbliche amministrazioni. Ancora oggi qualcuno fa confusione: pochi giorni fa sono stato a una conferenza dove si diceva che gli esuli scapparono ‘per i bombardamenti’”. Grazie all’attivismo di molti amministratori e del comitato, tuttavia, le intitolazioni si moltiplicano. In tempi recenti, oltre a Cuneo, hanno dedicato una panchina a Norma Cossetto i comuni di Castelmagno e Borgo San Dalmazzo. Un’analoga intitolazione dovrebbe essere approvata a Monterosso Grana.