CUNEO - Il preside del “De Amicis” scrive alla Provincia: “Spegneteci i termosifoni”

Carlo Garavagno chiede un intervento di risparmio energetico da lunedì: “Un paio di gradi in meno sono due passi in più verso la pace. Di freddo non moriremo”

Redazione 21/03/2026 12:10

Per favore, spegneteci i termosifoni. Lo chiede il dirigente scolastico Carlo Garavagno alla Provincia, proprietaria degli immobili in cui ha sede il liceo “De Amicis” di Cuneo. Il preside ha preso carta e penna per spiegare a studenti, famiglie, docenti e personale Ata le ragioni di una scelta adottata alla luce dell’“emergenza internazionale di guerra degli idrocarburi”. “Ho scritto alla Provincia di spegnere il riscaldamento in tutte le tre sedi a Cuneo del Liceo de Amicis, comprese le 5 energivore palestre (Ronchi, Sportarea, Cantore, Corso Brunet, Bonelli), da lunedì 23 marzo (per un totale di 8 edifici spenti)” spiega Garavagno: “Come misura di risparmio energetico, esercizio costituzionale di educazione civica (rispetto dell’ambiente, educazione alla pace energetica, sobrietà, etica della responsabilità individuale), coerente con le politiche green della scuola (acqua di qualità naturale e frizzante microfiltrata - casette dell’acqua - gratis per tutti, nessun erogatore di bevande gassate zuccherate, gruppo di lavoro green a Rittana dei proff. Biarese e Cavallotto ecc.)”. Nella sede principale di corso Brunet, ricorda il dirigente scolastico, “abbiamo addirittura il “cappotto” nuovo che tiene caldo, oltre all’esposizione vetrata al sole a sud. Un paio di gradi in meno a scuola, sono due passi in più verso la pace”. Ma c’è anche una motivazione più pratica: “Gli enti locali, dai conti economici sempre più difficili, avranno qualche denaro in più da investire nelle manutenzioni: si fa in fretta a risparmiare decine di migliaia di euro di gas per migliaia di metri cubi da riscaldare nei nostri 8 grandi edifici (1 sede, 2 succursali, 5 palestre)”. “Credo non sia così disagevole indossare, - conclude l’autore della missiva - oltre alla umanità accogliente del liceo che tutti i giorni riscalda l’anima dei 1.400 studenti e dei loro 200 docenti ed ata), per qualche settimana una maglia, magari non sintetica (con fibre di derivazione sintetica dunque a base di petrolio). Ce ne sono di ottime naturali, a km zero, nella vicina valle Stura”. La lettera alle famiglie si chiude con due famose citazioni kennediane (“non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese” e “se tutti pulissimo il nostro zerbino, l'intera città sarebbe pulita”) e con una postilla: “Se ci saranno proteste per il freddo, le affronteremo (a Limone c’è ancora oltre un metro di neve ed il 31 marzo ci sarà l’ultima giornata bianca). Di freddo non moriremo, mentre di guerra ideologica-energetica sì”.