CUNEO - ‘‘Il reddito di cittadinanza? Ai poveri di Cuneo ha fatto molto bene’’

Il riconoscimento arriva dal vicesindaco Pd Manassero: “Ma si può migliorare”. In città circa 230-240 persone sono ricorse alla misura varata dal governo Conte I

Andrea Cascioli 24/11/2020 16:40

 
Il reddito di cittadinanza? “Ha dato un grosso ristoro a chi si trova in condizioni di povertà”. Un riconoscimento non scontato perché arriva dall’esponente di punta del Partito Democratico cuneese, l’ex senatrice e attuale vicesindaco Patrizia Manassero.
 
In veste di assessore alle Politiche sociali, Manassero conferma di poter dare un giudizio positivo sulla misura-bandiera dei 5 Stelle, varata dal primo governo gialloverde di Conte e spesso finita sotto il fuoco delle critiche più accese (non solo delle opposizioni). Il provvedimento, spiega la vicesindaco ai consiglieri, “è di sicuro da migliorare, perché è scollegato dai servizi sociali e perché chi si trova in povertà assoluta molto spesso ha difficoltà a spendere bene”. Ciò non toglie che ci sia chi in questi mesi ne ha giovato: secondo i numeri forniti dall’amministrazione, sono 230-240 i cuneesi che vi hanno fatto ricorso.
 
Non è la prima volta che la portabandiera della sinistra interna alla maggioranza di Borgna (oltre che una possibile candidata alla sua successione, in astratto più spendibile rispetto ad altri competitor interni nell’ottica di un “allargamento” ai pentastellati locali) tesse parole d’elogio per il sussidio voluto dall’allora ministro del Lavoro Di Maio. Già nella scorsa seduta del Consiglio comunale, rispondendo a un’interpellanza di Nello Fierro (Cuneo per i Beni Comuni) sulla questione abitativa, Manassero aveva ricordato che “il reddito di cittadinanza contiene al suo interno una componente importante a sostegno dell’affitto: è un contributo pari a 280 euro mensili di cui possono usufruire anche gli inquilini delle case popolari”.
 
Nell’ultima riunione dell’assemblea civica la questione si è riproposta a seguito di un’interpellanza presentata dalla consigliera Maria Luisa Martello (Cuneo città d’Europa), che chiede conto di come il Comune intenda destinare i 200mila euro dell’eredità destinata da un’anonima cittadina ai cuneesi in difficoltà economica. Un vincolo che l’amministrazione si impegna a rispettare, risponde Manassero, sebbene non sia ancora stata raggiunta nessuna decisione ufficiale su come verranno destinati i fondi: “Accanto alla povertà ‘storica’ seguita da Consorzio Socio Assistenziale e Caritas c’è una nuova povertà emersa col Covid. Poi abbiamo la povertà estrema dei senza fissa dimora e degli stagionali agricoli. Ma c’è anche una fascia grigia che non riesce a trovare risposta in tutte le altre misure e c’è una povertà educativa, quella dei bambini in difficoltà, che è trasversale a queste”.
 
Per quanto riguarda i 200mila euro di lascito, conclude l’assessore, “il bivio è tra l’utilizzo delle risorse per l’erogazione a pioggia, che per chi è in difficoltà è sempre un beneficio gradito, oppure un intervento strutturale riferito soprattutto a chi è in povertà estrema come potrebbe essere la costruzione di un punto doccia”.

Notizie interessanti:

Vedi altro