CUNEO - Il trasporto pubblico tra difficoltà di oggi e sfide di domani: "Al Governo chiediamo più considerazione"

In Confindustria il convegno "Territori in movimento" per interrogarsi sul futuro del Tpl: "I trasferimenti del fondo nazionale fermi a gennaio, difficile lavorare così"

Redazione 29/05/2026 08:49

Lo scenario di oggi, le difficoltà e le sfide del futuro, le necessità locali e quelle dettate dai riflessi della situazione internazionale, le soluzioni e le possibili strade da percorrere. Di questo e di tanto altro si è parlato ieri, giovedì 28 maggio, durante il convegno “Territori in movimento” che Confindustria Cuneo ha dedicato al mondo della mobilità e del trasporto pubblico locale. In sala Ferrero imprese, associazioni di categoria e istituzioni si sono confrontate per analizzare le trasformazioni in corso e le esigenze di un territorio geograficamente e morfologicamente complesso come quello della Granda. L’appuntamento ha posto al centro un tema essenziale per la vita quotidiana delle comunità: la possibilità di muoversi. Nelle aree interne, montane e policentriche come la provincia di Cuneo, il trasporto pubblico rappresenta una condizione di accesso allo studio, al lavoro, alla sanità, ai servizi e alla piena partecipazione alla vita sociale ed economica del territorio. Ad aprire i lavori è stato Marco Bertone, presidente della Sezione Trasporto Persone di Confindustria Cuneo, che ha portato i saluti dell’associazione e introdotto il senso dell’iniziativa: “In una provincia come la nostra, fatta di montagne e piccoli centri, il trasporto non può essere come quello pensato per le città, serve adattarlo al territorio e alle esigenze delle persone. Un modello su misura è molto più efficace rispetto ad uno standardizzato, calato dall’alto”.
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È intervenuto con un videomessaggio anche l’europarlamentare Giovanni Crosetto, che ha richiamato le preoccupazioni legate all’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, con i conseguenti rischi per la tenuta economica delle aziende del trasporto pubblico locale. La prima parte dei lavori si è aperta con il contributo di Marco Gabusi, assessore regionale alla Mobilità e Trasporti, il quale ha richiamato il ruolo della Regione Piemonte nella programmazione del trasporto pubblico locale, collocando il confronto tra imprese e istituzioni dentro una fase decisiva per il futuro della mobilità piemontese, segnata dalla necessità di garantire continuità dei servizi, equilibrio economico e capacità di innovazione. La tavola rotonda Si è poi entrati nel dettaglio della tavola rotonda con Serena Lancione, presidente Anav Piemonte e Valle d’Aosta e neo eletta presidente nazionale. “Le imprese sono fortemente impegnate su innovazione e sviluppo. È l’innovazione a trainare la crescita, ma servono maggior considerazione e sostegno del Governo. Prima davanti a noi c’era solo la sanità, ora c’è anche la guerra”, ha detto Lancione: “Le risorse del fondo nazionale trasporti sono ferme al 2012 e non sono mai state indicizzate: questo si ripercuote sui cittadini, sui prezzi dei biglietti e degli abbonamenti. Il cambio di passo imposto dalla pandemia non è stato accompagnato dalle adeguate risorse”. Centrale, poi, il tema dei ritardi nei pagamenti dello Stato, insieme al caro carburanti e alla carenza di autisti questione prioritaria per il settore. Il fondo nazionale trasporti, che finanzia per l'80% il trasporto pubblico regionale, non ha erogato fondi per il 2026, mettendo in grave difficoltà tantissime aziende: “La situazione nell’ultimo anno è drasticamente peggiorata: c’è stato un rallentamento forte dei trasferimenti dallo Stato, oggi sono fermi a gennaio, non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni”. 
Poi l’intervento di Maurizio Arnone, della Fondazione Links: “In Italia 7 milioni di persone sono a rischio ‘transport poverty’, hanno difficoltà a spostarsi a causa di problemi economici. La sfida più importante è garantire a tutti pari diritti”. In che modo? Per Arnone la tecnologia è una chiave, ma va utilizzata “per semplificare l’esperienza delle persone”: “Il trasporto collettivo di massa resta la spina dorsale, ma i servizi on demand possono diventare fondamentali, non solo in aree a domanda debole". Uno studio condotto da Uitp - associazione internazionale del trasporto pubblico - prevede che entro il 2035 il 75% del Tpl sarà on demand: "Il trasporto collettivo deve essere pronto ad accettare questa sfida e ad abbracciare la rivoluzione tecnologica”, ha detto Arnone. Il confronto istituzionale si è poi sviluppato con Cristina Bargero, presidente Amp – Agenzia della Mobilità Piemontese, che ha parlato del valore fondamentale dell’ascolto dei territori per poi modellare servizi adeguati alle esigenze:"La mobilità è un diritto fondamentale della persona, un diritto che dobbiamo avere a cuore e su cui dobbiamo lavorare”. Poi l’intervento in videocollegamento di Luca Robaldo, presidente della provincia di Cuneo: “La nostra provincia è la terza più grande d’Italia: abbiamo 247 Comuni, ma solo 25 sopra i 5 mila abitanti. Vallate, colline, aree interne: studiare un trasporto pubblico modellato su ognuna delle zone e delle sue esigenze è impossibile, ma ci sono aree più in difficoltà dove il gap viene colmato col trasporto privato. Serve iniziare a lavorare anche su un cambiamento culturale. Se tutti riuscissimo ad utilizzare il trasporto pubblico un pochino di più, forse anche i costi diventerebbero più sostenibili”. Tema del cambiamento culturale che è stato richiamato anche dall’assessore del Comune di Cuneo Luca Pellegrino, che ha ripercorso alcune delle iniziative messe in campo per incentivare e accompagnare questo processo, dal Cuneo Pass al progetto “Bike to Work”: “Ogni giorno Cuneo, con studenti e lavoratori, diventa una città di 100 mila abitanti, con tutte le conseguenze che questo comporta. Non c’è un’unica via, ma tante piccole soluzioni che messe insieme possono dare dei risultati”. Enrico Galleano, amministratore delegato di Bus Company, ha poi sottolineato il valore sociale del trasporto pubblico: “Non significa solo trasportare persone da un luogo all’altro, ma far vivere i paesi, paesi che in alcuni casi oggi sono solo luoghi dormitorio. Oggi il ruolo della mobilità è diventato ancora più importante rispetto al passato".  Le conclusioni La giornata, conclusa con l’intervento di Nicola Biscotti, presidente nazionale Anav, ha offerto anche uno sguardo sulle traiettorie future della mobilità, anche in parallelo con iniziative attivate in campi diversi.   Tra i contributi presentati, “Mio” Community, con Samuele Allasia, founder di Tribus Informatica; Monocab, trasporto pubblico rurale con cabine elettriche a guida autonoma, con Thomas Schulte, project manager del progetto, Move Care: muoversi per prendersi cura, con Elisa Bracco, referente Amp; Guida autonoma nel Tpl, con la Brunella Coraleo della Fondazione Links; la favola ecologica  “Un mondo da salvare”, con Carola Gullino, imprenditrice del settore frutta ed è intervenuto Silvio Ribero, presidente dell’associazione Famiglie numerose. A moderare e coordinare i lavori è stato Ilario Abate Daga, referente Logistica e Trasporti di Confindustria Cuneo.