CUNEO - Il turismo secondo Daniela Santanchè: “Contare i soldi, non le teste”

Il ministro a Cuneo per un convegno sull’outdoor. Polemica col Festival della Montagna: “Avrei voluto essere invitata”. Sui giovani un richiamo: “Diamogli prospettive”

Andrea Cascioli 20/05/2023 08:30

“Non è più il tempo di contare le teste dei turisti, ma quanti soldi lasciano sul territorio”: lo ha detto il ministro del Turismo Daniela Santanchè, ieri (venerdì 19) a Cuneo per un convegno sul turismo outdoor promosso da Fratelli d’Italia, cui hanno preso parte i presidenti di Regione e Provincia, delle due Atl cuneesi, di VisitPiemonte e del Comitato Outdoor. In precedenza, il ministro aveva visitato la sede dell’Atl del Cuneese.
 
Al centro dell’incontro, moderato dal capogruppo regionale di FdI Paolo Bongioanni, il tema del cicloturismo: “Cuneo - ha detto Santanchè - si è caratterizzata per quel turismo e i numeri vi danno ragione. Il turismo sostenibile non è solo un tema ambientale, ma anche economico e sociale”. I numeri in effetti confortano sulla crescita di un settore rispetto al quale la Granda ha puntato fin dal 2004, quando l’Atl - allora guidata proprio da Bongioanni - aveva promosso il Walk and Bike Show al Miac. Più tardi, su impulso delle Atl di Cuneo e Alba, della Camera di Commercio e di Fondazione CRC, sarebbe arrivato il comitato WOW, oggi trasformato in associazione permanente e presieduto da Beppe Artuffo.
 
Il Piemonte è al quinto posto tra le regioni italiane come meta di turismo outdoor, ma ci sono grandi margini di miglioramento. Ne è convinto il presidente di VisitPiemonte Beppe Carlevaris, il quale traccia un confronto con altri poli di attrazione: “In Europa 44 miliardi di Pil sono generati dall’outdoor, ma la Germania da sola ne vale dodici. Noi siamo molto al di sotto, con 4,7 miliardi, e questo dato ci può far riflettere”. Il Piemonte offre a questi nuovi visitatori, tra i quali è ormai egemone a livello anagrafico la generazione X, ben 2.500 chilometri di percorsi cicloturistici, 942 dei quali in provincia di Cuneo. Un caso di studio è l’Alta Via del Sale, presa in gestione da Conitours nel 2019: malgrado i due anni del Covid, la strada bianca che collega le Alpi piemontesi al mar Ligure ha visto 40mila passaggi nella stagione estiva. Il dato significativo è quello sulle provenienze: il 30% dei cicloturisti arrivano dalla Germania, il 20% dalla Francia, l’11% dalla Svizzera. Gli italiani sono invece il 24,5%. Nel solo 2022, le ricadute economiche per il comune di Limone sono state stimate in 3 milioni e 387mila euro.
 
La montagna cuneese, ha ricordato il presidente dell’Atl Mauro Bernardi, vale il 64% delle presenze complessive nella Granda (rispetto alle quali, per la cronaca, i turisti stranieri hanno ormai superato gli italiani). Ma ci sono anche criticità non più eludibili e non legate al solito deficit sul fronte dei trasporti, tanto più grave con il crollo del Tenda e l’apertura “a singhiozzo” del valico della Maddalena: “Va fatta una riflessione sul cambiamento climatico, perché è indubbio che l’altezza dello zero termico sta salendo e l’offerta turistica invernale rischia di soffrirne”. Poi c’è la questione dello spopolamento: “Per bloccarlo dobbiamo permettere ai cittadini di tornare nelle borgate alpine, garantendo almeno quei servizi primari che consentano ai giovani e alle famiglie di restare 365 giorni all’anno”.
 
Il ministro lega lo sviluppo del cicloturismo a una virtuosa destagionalizzazione: “Destagionalizzare vuol dire anche stabilizzare i lavoratori, dare futuro e prospettive ai nostri giovani”. Su questo punto Santanchè si spinge a fare un “buffetto” - l’unico, per inciso - agli imprenditori del settore, tra i quali del resto figura lei stessa: “Dobbiamo chiederci perché manchino addetti: non credo che i nostri giovani non abbiano voglia di lavorare, anzi penso che abbiano molta voglia di lavorare. Ma dobbiamo dargli le giuste condizioni. L’altra questione è lo status: venticinque anni fa non tutte le mamme e i papà sarebbero stati contenti di sapere che un figlio vuole fare il cuoco, poi è arrivata Masterchef”. Serve insomma un salto di qualità nel settore: “La nostra spesa turistica è bassa rispetto a Francia e Germania, perché non abbiamo investito nelle nostre strutture ricettive: il turista oggi è più esigente e chiede servizi”.
 
Una stoccata polemica, prima di ripartire per Pietrasanta (il tour de force dei ballottaggi), il ministro “di casa” la dedica agli organizzatori del Festival della Montagna: “Mi è dispiaciuto non essere stata invitata, perché questo governo si sta spendendo molto per la montagna. Cerchiamo di collaborare e di non chiuderci, pensando che da soli si stia meglio”.

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