CUNEO - In Piemonte il 74 per cento delle lampade abbronzanti controllate dall'Arpa è risultato non conforme

L'indagine sulle emissioni ultraviolette commissionata dai Servizi Igiene e Sanità Pubblica delle Asl in un campione di solarium in tutte le province della Regione

Redazione 30/04/2020 09:24

Il 74% delle lampade abbronzanti ispezionate in Piemonte dall’Arpa nel 2019 sono risultate non conformi alle caratteristiche imposte dalla normativa. E’ quanto emerge dall’indagine annuale sulle emissioni ultraviolette effettuata in un campione di solarium piemontesi, condotta da Arpa Piemonte nell’ambito di una attività di controllo programmata con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle Asl. 
 
Gli apparecchi controllati sono stati complessivamente 123, 22 dei quali già verificati in anni precedenti e ricontrollati per valutare l’avvenuta riduzione delle emissioni. Inoltre sono stati ricontrollati 17 apparecchi risultati non a norma nel corso del primo sopralluogo effettuato nel 2019. Le misure eseguite nel 2019 sono state pertanto 140 su un totale di 123 apparecchi collocati in 30 centri estetici attivi presso tutte le province piemontesi ad eccezione di Vercelli, per la quale i sopralluoghi sono stati rimandati al 2020.
 
I risultati dell’indagine, come detto, hanno confermato una diffusa non conformità delle apparecchiature controllate rispetto agli standard imposti dalla normativa: tra i 140 apparecchi controllati, solo 36 (circa il 26% del campione complessivo) sono risultati conformi alla normativa, mentre per i restanti 104 si sono rilevate non conformità di vario genere, quali ad esempio livelli di emissione di radiazione ultravioletta superiori ai valori limite. La percentuale di apparecchi non conformi è quindi risultata pari al 74%, dato in linea con le non conformità riscontrate nel corso delle campagne di misura condotte in Piemonte negli anni precedenti.
 
Le emissioni ultraviolette da lampade per uso estetico sono state classificate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC – International Agency for Reasearch on Cancer) quali agenti cancerogeni (classe I). L’utilizzo di apparecchiature non conformi e con emissioni ultraviolette superiori ai valori di riferimento rappresenta, pertanto, un significativo fattore di rischio per la popolazione.
 

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