Un nuovo botta e risposta tra le organizzazioni sindacali del comparto sanità e l’assessore regionale Federico Riboldi, dopo l’incontro avvenuto ieri, giovedì 9 aprile. Ad aprire nuovamente lo scontro un comunicato firmato dai segretari regionali Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up: “Di fronte all’assenza di soluzioni concrete per la cronica carenza di personale e il taglio delle risorse finalizzate a retribuire turni aggiuntivi, tenuto conto dell’apertura di nuovi servizi a solo impatto assistenziale, le scriventi organizzazioni sindacali hanno ufficialmente preavvisato la Regione della volontà di aprire lo stato di mobilitazione, con l’attivazione e la comunicazione già dai prossimi giorni di iniziative di protesta se non vi saranno di risposte a breve. I dati della crisi che va evidenziata in tutta la sua delicatezza parlano chiaro, più carico di lavoro, meno personale con particolare drammaticità per quanto riguarda gli infermieri e dimezzamento delle risorse economiche finalizzate a garantire la tenuta dei servizi". Durante l’incontro - scrivono i sindacati - “è emerso che il numero di alcune figure professionali, gli infermieri in primis, non solo non è aumentato per rispondere alla necessità dei nuovi servizi previsti dalla riforma territoriale ma è diminuito su scala regionale e in quasi tutte le realtà aziendali, raggiungendo livelli drammatici in alcuni quadranti. I dati sugli andamenti occupazionali forniti sono preoccupanti. Su scala regionale, cresce notevolmente il personale della dirigenza, precipita invece quello degli infermieri, meno 100 solo negli ultimi quattro mesi rispetto alle ultime rilevazioni e di alcune delle professioni sanitarie”. “È bene rimarcare - riporta ancora il comunicato - che nessun professionista è più disposto a lavorare oltre l’orario contrattualmente previsto gratuitamente, il senso di responsabilità non può ricadere sempre dalla stessa parte. Quel tempo è finito ed ora che se ne prenda atto. Le previsioni parlano di un quadro ancora più tragico che senza interventi strutturali si manifesterà presto con tutta la sua drammaticità. A fronte di poche centinaia di infermieri che potrebbero arrivare nel servizio pubblico ogni anno ne usciranno migliaia. Gli standard assistenziali nei reparti ospedalieri in molti casi non sono più garantiti. La sicurezza delle cure è a rischio a causa di un rapporto infermiere-paziente ormai ben lontano dai livelli di guardia in molte realtà. Il governo e l’ottimizzazione delle risorse professionali è assente e l’utilizzo delle competenze inappropriato. Non è certo da oggi che chiediamo di affrontare questi temi. Il tempo del dialogo sterile è finito. In assenza di risposte concrete e immediate da parte della Giunta regionale e degli assessorati competenti, la mobilitazione non potrà che essere la risposta che si presenterà con ogni forma consentita per difendere la dignità professionale di chi, ogni giorno, tiene in piedi il sistema sanitario regionale nonostante tutto. Comprendiamo gli sforzi della regione e siamo consapevoli che alcune criticità sono anche di rilievo nazionale ma questo non può e non deve essere motivo per non farsene carico”. Quasi immediata la replica di Riboldi: “Non sorprendono i toni della loro presa di posizione né la minaccia di mobilitazione: siamo consapevoli della fase particolarmente complessa, che investe l’intera categoria infermieristica non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed europeo. Al di là delle fisiologiche dinamiche tra le parti, desidero rassicurare gli operatori: il tema delle prestazioni aggiuntive resta centrale. Torneremo al Ministero già nel mese di aprile per affrontarlo in modo concreto, consapevoli che rappresenta uno strumento fondamentale sia per la gestione del periodo estivo sia per il recupero delle liste d’attesa. Su questo punto vi è piena convergenza con le preoccupazioni espresse dalle sigle sindacali. Da maggio avvieremo un confronto strutturato con i firmatari del contratto e con i vertici delle aziende sanitarie, con l’obiettivo di analizzare nel dettaglio le criticità, struttura per struttura, e individuare soluzioni mirate. Questo Tavolo di lavoro costituirà la base per una successiva riorganizzazione dei servizi sanitari regionali. Per quanto riguarda l’Osservatorio sul Personale Sanitario, accogliamo la richiesta di aggiornare modalità organizzative e funzionamento, riconoscendo al contempo il ruolo significativo che ha già svolto nel rafforzare le politiche di assunzione del personale. Parallelamente, intendiamo investire con maggiore decisione sul futuro della professione infermieristica, potenziando le borse di studio e promuovendo iniziative di orientamento nelle scuole superiori, per attrarre nuovi giovani verso questo percorso. La crisi dell’infermieristica ha radici lontane e non può essere risolta esclusivamente con politiche regionali. Proprio per questo riteniamo necessario non arretrare: anche in una fase difficile, rilanciamo con proposte concrete, nella convinzione che possano essere condivise dai sindacati firmatari del contratto all’interno di un percorso comune. Rinnovo infine l’invito a una collaborazione responsabile e costruttiva, indispensabile per affrontare le numerose sfide che il sistema sanitario ha davanti".