CUNEO - In Piemonte oltre 400 mila persone in difficoltà a pagare l'energia elettrica

L'allarme di Confartigianato: "È una delle sfide più urgenti: le imprese stanno facendo la la loro parte, di contro politica e istituzioni ci restituiscono inefficienza"

08/07/2026 14:55

Sono più di 205 mila le famiglie piemontesi, corrispondenti al 10,1% del totale dei nuclei famigliari regionali, in condizioni di povertà energetica. Significa che in Piemonte oltre 400mila persone hanno estrema difficoltà ad accedere ai servizi essenziali come raffrescare gli ambienti d’estate, riscaldarsi e farsi una doccia calda d’inverno, poter cucinare adeguatamente e riuscire a illuminare tutte le stanze della casa. Una situazione che in Piemonte nell’ultimo periodo è letteralmente esplosa se si considera che 10 nuclei famigliari piemontesi su 100 sono in difficoltà a pagare l’energia elettrica. È questo ciò che emerge dall’analisi realizzata, dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha esaminato i dati per il 2025 rilasciati da OIPE, Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica, e dall’ISTAT. “Siamo molto preoccupati - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - perché imprese, lavoratori e famiglie sono talmente depredati da tasse, tariffe e costi che hanno sempre maggiori difficoltà ad usare la corrente per rinfrescarsi d’estate e riscaldarsi d’inverno. La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società che deve essere affrontata con azioni concrete e coordinate”. In questa classifica, aperta dalla Puglia con il 18,1% di famiglie in difficoltà, dove il Piemonte è all’ 8° posto con il citato 10,1%, la regione più virtuosa è il Lazio con solo 5% delle famiglie in difficoltà, contro una media nazionale 9,1%. In totale in Italia ci sono quasi 2 milioni e mezzo di famiglie in povertà energetica, equivalenti a 5 milioni e 3 mila persone, per una incidenza sulle famiglie del 9,1%. Per quanto riguarda la spesa dei costi dell’energia elettrica e gas delle famiglie piemontesi nel 2024 è stata di 3.164 milioni di euro, cresciuti fino a 3.253 nel 2025 per arrivare a una previsione di 3.685 in questo 2026. “Il caro energia ci deve far capire come sia fondamentale ottimizzare il consumo di energia attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove tecnologie – prosegue Felici -. La transizione verso le basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che dobbiamo attuare, così come tutto il nostro Paese deve fare e sta facendo. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti, coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione”. “Il caro energia rende evidente che il caldo d’estate c’è, come il freddo d’inverno e vanno gestiti - prosegue Felici -, con buonsenso e senza ideologia. La risposta di sicuro non è creare piste ciclabili. Resta poi da capire come pensino di caricare tutti questi veicoli elettrici. Sarebbe anche interessante sapere quale sia la loro effettiva “carbon footprint” visto e considerato che si alimentano con energia derivata per lo più da fonti fossili, per non parlare della filiera produttiva e dello smaltimento, passaggi non privi di aspetti estremamente inquietanti”. “Le imprese - conclude Felici - stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e creando comunità energetiche, per contro politica e istituzioni ci restituiscono inefficienza e rincorsa delle contingenze”.

c.s.