Gli studenti piemontesi peggiorano in italiano e in matematica, a tutti i livelli di istruzione. A salvarsi è solo inglese, l’unica materia in cui la regione migliora in modo quasi costante. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto Invalsi, pubblicato a metà luglio: rispetto al 2019, ultimo anno di confronto prima della pandemia, il calo supera in alcuni casi i dieci punti percentuali. La rilevazione ha coinvolto tutti gli allievi delle classi seconda e quinta della scuola primaria, le terze della secondaria di primo grado e, infine, le seconde e le quinte della secondaria di secondo grado, cioè le scuole superiori. Il quadro, allargato a tutti i gradi scolastici, racconta una tendenza simile un po’ ovunque nel Paese. Alle elementari, in seconda, la nostra regione non si discosta in modo significativo dalla media nazionale: il Piemonte non si colloca né tra le eccellenze (quest’anno il primato va a Umbria, Marche e Basilicata) né tra le regioni in affanno, come la Calabria. In generale, comunque, il quadro non è positivo, soprattutto in matematica dove il punteggio medio dei bambini di sette anni è il più basso mai registrato dal 2019 a oggi. Alla fine della quinta elementare, la maggior parte dei piemontesi raggiunge gli obiettivi auspicati in inglese: nella prova di reading (lettura) il 90% degli alunni raggiunge il livello previsto, anche se la percentuale è in calo rispetto al 2024 e al 2025; mentre nel listening (l’ascolto) la quota scende all’83%, con un calo di sei punti rispetto al 2025: è il dato peggiore tra le regioni del Nord Italia. I risultati specifici sulla quinta elementare per le prove di italiano e di matematica non sono stati diffusi, ma il Piemonte si colloca sostanzialmente lontano sia dalle eccellenze sia dalle regioni che ottengono i risultati peggiori. Alle scuole medie la situazione è pressoché identica. In italiano il Piemonte scende dal 68% del 2019 al 58% del 2026; in matematica il calo è dal 65% al 57%. Anche qui il Piemonte non è tra le situazioni più critiche del Paese – che si registrano in Calabria, Sicilia e Sardegna – ma la traiettoria discendente è evidente. L’unica buona notizia, alle medie, arriva ancora dall’inglese: nel reading il Piemonte tiene stabile intorno all’83-84% da diversi anni, mentre nel listening cresce passando dal 60% del 2018 al 73% del 2026. La situazione alle superiori anche non è rosea. In seconda, il 76% degli studenti piemontesi raggiungeva i traguardi previsti in italiano nel 2019, oggi quella percentuale è scesa al 64%. Anche qui non siamo ai livelli di Sicilia (50%), Sardegna (51%) o Calabria, ferma al 46%, ma il divario con le regioni migliori – Veneto e Friuli Venezia Giulia, entrambe al 70% – si è allargato rispetto agli anni passati. Il calo ha riguardato anche la matematica: dal 72% del 2019 al 58% del 2026. In quinta superiore il Piemonte quest’anno recupera leggermente rispetto allo scorso: +1 punto in italiano (dal 57% al 58%) e +2 in matematica (dal 55% al 57%), in linea con un miglioramento che si osserva anche a livello nazionale. Ma il confronto con il 2019 resta impietoso: 74% contro 58% in italiano, 71% contro 57% in matematica. Si tratta di un arretramento generale che la leggera crescita recente non basta a colmare. Anche in questo caso il dato positivo arriva dall’inglese. Nella prova di reading il Piemonte sale al 62%, tornando ai livelli del 2019 dopo alcuni anni altalenanti; nel listening, storicamente il punto debole, la crescita è ancora più marcata: dal 42% del 2019 al 55% del 2026, con un balzo di cinque punti solo nell’ultimo anno. È l’unico ambito in cui la nostra regione mostra un miglioramento continuo, mentre italiano e matematica arretrano quasi a ogni livello scolastico. Nel complesso, l’ultima edizione delle prove Invalsi restituisce un Piemonte che non è tra i casi più critici della penisola, ma il progressivo peggioramento in italiano e matematica racconta una fragilità che, a diversi anni dalla fine della pandemia, non è ancora stata risolta.