SAN DAMIANO MACRA - Invaso a San Damiano Macra, l'Unione Montana Valle Maira chiede aggiornamenti alla Regione

Il presidente Francesco Cioffi scrive rilanciando le richieste già avanzate nel 2024 per il progetto in località Reboissino

Redazione 27/07/2026 11:34

Un invaso in località Reboissino, nel territorio del Comune di San Damiano Macra. Nei giorni scorsi il presidente dell’Unione Montana Valle Maira e sindaco di Cartignano, Francesco Cioffi, ha ritrasmesso al presidente della Regione Alberto Cirio la lettera - già inviata nel 2024 - per chiedere aggiornamenti sul progetto di cui era stato richiesto l’inserimento nel Piano Strategico Regionale. La missiva è stata spedita anche al senatore Giorgio Maria Bergesio e all’assessore regionale Marco Gallo. Nell’incontro svoltosi nel marzo 2024 al grattacielo della Regione, il presidente dell’Unione Montana era stato accompagnato dai componenti della giunta di allora e aveva presentato la proposta con l’obiettivo di realizzare un progetto per un utilizzo plurimo dell’acqua a scopo potabile, irriguo, industriale, idroelettrico ed ambientale, con ricadute sia a monte che a valle. Come riportato nella lettera del 25 marzo 2024, “la grave crisi idrica degli ultimi anni ha fatto riemergere la discussione a livello regionale circa la necessità di programmare una serie di opere necessarie a contrastare il fenomeno. Tenuto conto delle pregresse esperienze che hanno in passato coinvolto la valle Maira circa l’ipotesi di realizzazione di un bacino sul nostro territorio, nonché delle notizie apprese circa la possibilità di includere nel piano regionale un invaso di piccole dimensioni in località Reboissino del Comune di San Damiano Macra, l’argomento è stato oggetto di un dibattito che ha coinvolto le amministrazioni locali”. “L’ipotesi di realizzazione del piccolo invaso, in un’ottica di confronto costruttivo tra pianura e montagna che individui un equilibrio tra benefici e necessità delle diverse parti coinvolte, può avere un impatto importante su un tratto significativo della provincia di Cuneo e si caratterizza come ‘cantiere’ replicabile nelle valli”, fanno sapere dall’Unione Montana. Nella lettera erano allegate le delibere del Consiglio dell’Unione Montana e del Consiglio Provinciale in cui erano evidenziati alcuni aspetti emersi rappresentativi delle volontà locali e condizioni poste dalle amministrazioni territoriali. In particolare già allora veniva ribadito che “l’intervento non può essere calato dall’alto ma deve trovare il consenso del territorio e garantire allo stesso contropartite chiare, sotto forma di benefici economici e infrastrutturali; l’invaso dovrà prevedere per quanto possibile un uso plurimo delle acque (ad esempio: irriguo, idropotabile, idroelettrico, industriale); prima di dar corso a qualsiasi progetto strutturale di un invaso, occorre uno studio tecnico-scientifico sulle condizioni del bacino del Maira sotto il profilo idrografico, che individui la prevista riorganizzazione del servizio idrico in tutta la Valle Maira (soprattutto nei territori a monte dell’invaso), individuando altresì altri interventi, in sostituzione o ad integrazione dell’invaso di Reboissino, restando vincolata la realizzazione dell’invaso in oggetto ai risultati del summenzionato studio preventivo. Inoltre il progetto-studio, con le evidenze chiare delle effettive ricadute, negative e positive, sul territorio, dovrà essere sottoposto a valutazione dei Consigli Comunali dei Comuni della valle, con momenti informativi in ogni Comune che dovranno raccogliere le espressioni della popolazione e l’opera, nel rispetto dell’impatto ambientale, non dovrà compromettere la viabilità principale di fondo valle mantenendo l’attuale tracciato della SP 422 ed inoltre, nel periodo di realizzazione dell’opera, si tenga in conto delle importanti ricadute negative sulla viabilità pubblica nella valle caratterizzata da una forte vocazione turistica”.