CUNEO - ‘Io Apro’, Fabrice Tribbioli a Mattino 5: ‘‘Protesta necessaria, malgrado le multe ho potuto pagare l’affitto’’

Il “barista ribelle” di Cuneo che ha aderito all’iniziativa anti-dpcm spiega le sue ragioni ai microfoni di Canale 5: “Non ho diritto ai ristori, devo lavorare”

Andrea Cascioli 28/01/2021 17:56

 
La saracinesca del Fuera in lungogesso Giovanni XXIII a Cuneo è chiusa dalla serata di lunedì 18, quando il locale ha subito un provvedimento di chiusura della durata di un mese dalla Questura (che si aggiunge ai cinque giorni comminati dalla Polizia Municipale). Stamattina però la serranda si è alzata ancora una volta per accogliere la troupe di Mattino 5, giunta in città per intervistare il titolare Fabrice Tribbioli.
 
Tribbioli è il “barista ribelle” - unico nel capoluogo della Granda - che due settimane fa aveva annunciato (e portato avanti) l’adesione all’iniziativa nazionale “Io Apro”, lanciata da un ristoratore di Cagliari: una sfida al divieto di accogliere i clienti nel locale dopo le ore 18, condotta però nel rispetto delle norme anti-Covid (quindi mantenendo l’obbligo di mascherina e il distanziamento personale). Al terzo giorno di disobbedienza civile, le autorità hanno reagito col pugno duro: “La cosa che ci ha stupiti di più non è stato ricevere le multe, che aspettavamo, ma la chiusura del locale per trenta giorni per motivi di ordine pubblico decisa dalla Questura: una misura molto esagerata” ha confidato Tribbioli ai microfoni di Canale 5.
 
Alle obiezioni del presentatore della trasmissione, Francesco Vecchi, che ha detto di avere più simpatia “per coloro che vivono la tua stessa difficoltà ma rispettano le regole”, il gestore del Fuera ha risposto di aver aderito alla protesta per ragioni pratiche: “Ho approfittato della manifestazione perché non avevo più possibilità economiche, devo pagare i debiti e pagare il mutuo”. Malgrado le multe per circa 2000 euro, gli incassi realizzati nelle tre serate di aperture “extra” avrebbero permesso al bar di coprire alcune perdite: “Ho preso le multe ma ho evitato di essere inserito nella Centrale Rischi Finanziari delle banche: cerchiamo di tamponare una cosa per volta. Per ora ho potuto pagare la cambiale in banca e un pezzo di affitto, per il quale sono indietro di tre mesi. Ѐ stata una cosa necessaria”.
 
Tribbioli ha ribadito quanto già affermato nell’intervista concessa a Cuneodice.it, ovvero di non poter contare sui ristori perché il suo locale è stato aperto ad agosto 2019, oltre il termine massimo previsto dai decreti per accedere ai finanziamenti. Di qui l’esigenza di tenere alzata la serranda quanto più possibile: “Sto pagando ancora i fornitori del lockdown di marzo scorso con le cambiali, non posso più permettermi di non lavorare”.
 
Nel frattempo l’eco delle sue vicissitudini recenti ha oltrepassato i confini nazionali: del caso si è occupato infatti anche un articolo di Nice Matin. Per iniziativa del barista e di alcuni suoi clienti, sulla piattaforma Gofundme è stata lanciata la raccolta fondi Salviamo il Fuera, che offre la possibilità di contribuire al pagamento delle spese legali e delle multe: quasi 450 euro sono stati raccolti finora.
 
Qui il link all'intervista di Mattino 5.

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