Nell’ambito della consueta collaborazione tra Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Unioncamere Piemonte diffonde oggi i dati della 217ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata in collaborazione con gli Uffici Studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2026 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre 2025 e ha coinvolto 1.701 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 85.570 addetti e un valore pari a circa 53 miliardi di euro di fatturato. L’economia globale ha chiuso il 2025 confermando una crescita del PIL mondiale del 3,3%, una tenuta che il Fondo Monetario Internazionale, nel suo aggiornamento di gennaio 2026, attribuisce alla resilienza dei mercati emergenti e alla graduale stabilizzazione delle economie avanzate nonostante il moltiplicarsi dei fronti di crisi. Il progressivo rientro dell'inflazione e l'avvio di politiche monetarie meno restrittive hanno favorito una parziale ripresa della domanda. In questo scenario, l’Italia ha confermato la propria solidità pur in un contesto improntato alla prudenza: il Paese ha registrato una crescita del PIL del +0,5% nel 2025, con una stima per l'anno in corso che sale al +0,7%. Si tratta di un risultato che testimonia la resilienza del sistema produttivo nazionale, capace di mantenersi in territorio positivo nonostante le incertezze del quadro internazionale e la debolezza del ciclo manifatturiero europeo. Nel 2025, dando prova di una rinnovata dinamicità, la produzione industriale in Piemonte ha invertito la rotta rispetto alla stasi del 2024, chiudendo l'esercizio con una crescita media annua del +1,4%. Questo dato segna il ritorno a una dinamica positiva dopo un'annata caratterizzata da una costante, seppur lieve, erosione dei volumi: il 2024 aveva infatti registrato contrazioni in tutti i trimestri, con cali compresi tra il -0,4% e il -1,1%. L'attuale fase di espansione è stata sostenuta da un'accelerazione progressiva nel corso dell'anno. Dopo un avvio ancora incerto nel primo trimestre (-1,7%), la produzione industriale è tornata a crescere nel periodo aprile-giugno (+1,2%) e ha consolidato il trend nel terzo trimestre (+2,5%), fino a raggiungere il picco del +3,5% registrato nel quarto trimestre del 2025. "I dati del quarto trimestre descrivono l'industria piemontese come reattiva e vivace, capace di chiudere l’anno con un solido +3,5% trimestrale e un +1,4% su base annua. A trainare questa crescita sono comparti d’eccellenza come l’alimentare, l’elettricità-elettronica e l’aerospazio, settori che confermano la nostra competitività tecnologica. È particolarmente significativo che il segno positivo coinvolga tutte le province, a dimostrazione di una vitalità diffusa lungo tutta la regione. Il dinamismo rilevato ci spinge come Camere di commercio a intensificare il nostro impegno al fianco delle aziende, per accelerare quei processi di innovazione e transizione che sono il vero motore della competitività", commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente di Unioncamere Piemonte. La Regional Manager Nord Ovest di UniCredit, Paola Garibotti, aggiunge: “I dati presentati oggi, che dal nostro osservatorio privilegiato non possiamo che ribadire, confermano un Piemonte che dimostra resilienza, capacità di innovazione, con settori come elettronica, aerospazio e alimentare che si confermano motori di crescita, grazie anche una competitività sempre più orientata ai mercati internazionali. UniCredit, anche grazie alla sua presenza paneureopea, continua a essere parte attiva di questo percorso, facilitando l’accesso al credito delle imprese del Nord Ovest e i numeri in termini di erogato 1.623.000 euro (+58% a/a) lo dimostrano e accompagnando le aziende nei loro investimenti che gli consentiranno di accelerare i processi di transizione e di contribuire alla competitività di una regione che ha tutte le condizioni per affrontare con successo le sfide del 2026”. Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, afferma: “Anche dal nostro osservatorio, grazie al dialogo costante con il territorio, abbiamo notato un’accelerazione nella seconda parte dello scorso anno. Le nostre PMI stanno affrontando un contesto veloce e in continua trasformazione e Intesa Sanpaolo, come banca di riferimento per la crescita dell’economia reale e sociale, le sostiene promuovendo gli investimenti con gli strumenti necessari ad individuare strategie di sviluppo, anche su nuovi mercati, con un approccio sostenibile e di lungo periodo. In particolare, la dimensione è un elemento cruciale per la competitività e per questo motivo mettiamo a disposizione la finanza straordinaria che rappresenta una leva strategica per accelerare la crescita, affrontando con maggiore solidità i temi di governance e per rafforzare la posizione in mercati sempre più dinamici. Nel 2025 abbiamo erogato alle famiglie e alle imprese piemontesi credito a medio e lungo termine per 3,2 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto all’anno precedente”. Concentrando l’attenzione sull’ultimo trimestre del 2025 emerge come alla crescita della produzione industriale si accompagnino risultati positivi di tutti gli altri indicatori. Gli ordinativi totali hanno registrato un incremento significativo del +3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo risultato è stato sostenuto con particolare vigore dalla domanda proveniente dai mercati esteri, che segna un balzo del +6,5%, riuscendo a trainare l'intero comparto nonostante una crescita più contenuta degli ordinativi interni, attestatisi al +1,5%. Parallelamente, anche il fatturato totale ha messo a segno una variazione positiva del +3,3%. Anche in questo caso, la componente internazionale si è dimostrata il motore principale della crescita con un +5,2%, mentre il fatturato generato sul mercato interno ha mostrato un aumento più moderato del +2,3% Per quanto riguarda l'efficienza produttiva e la programmazione, si osservano segnali di miglioramento: il grado di utilizzo degli impianti è risalito al 64,4%, mostrando un recupero rispetto ai livelli minimi toccati nell'anno precedente, mentre la produzione assicurata garantisce attualmente una copertura per 10,5 settimane di lavoro. L'industria piemontese chiude il IV trimestre 2025 con un bilancio decisamente positivo, facendo registrare una variazione complessiva della produzione del +3,5%. Questo risultato è trainato con vigore dal comparto dell'elettricità ed elettronica, che si attesta come il settore più dinamico con una crescita del +9,2%. Segue a brevissima distanza il settore dei mezzi di trasporto, che mette a segno un incremento del +9,1%, invertendo radicalmente le pesanti flessioni registrate in passato. All'interno del comparto dei mezzi di trasporto si osserva un andamento variegato: mentre la produzione di autoveicoli appare ferma allo 0,0% e la componentistica registra una lieve flessione del -1,0%, il vero motore della crescita è rappresentato dall'aerospazio, che decolla con un eccezionale +27,6%. Anche le industrie alimentari confermano il loro ruolo di pilastro dell'economia regionale, segnando un significativo +8,8%. In territorio positivo si attestano anche altri settori chiave: il comparto del legno e del mobile cresce del +3,7%, seguito dalla filiera tessile che, superando le difficoltà precedenti, mostra un recupero del +1,8%. Risultati più contenuti, ma comunque favorevoli, si registrano per i metalli (+0,8%) e per la meccanica (+0,7%). L'unica nota negativa nel quadro regionale è rappresentata dal settore della chimica e della plastica, che chiude il trimestre in controtendenza con una flessione del -0,5%. Sotto il profilo dimensionale, la dinamica della ripresa nel quarto trimestre del 2025 evidenzia un contributo positivo proveniente da tutte le tipologie di realtà industriali, sebbene con intensità differenti. Il traino principale è esercitato dalle grandi imprese, che si distinguono per una crescita vigorosa dell'8,4%, confermandosi il motore trainante del sistema produttivo regionale in questa fase. Al contempo le micro imprese hanno registrato una performance particolarmente brillante con un incremento del 3,9%, superando sia le medie imprese (+1,7%) che le piccole imprese (+1,1%). Il panorama della produzione industriale piemontese nel IV trimestre del 2025 delinea un quadro di forte dinamismo, con una spinta alla crescita che si concentra soprattutto nel quadrante nord-orientale e nel capoluogo. La provincia di Torino si distingue con l'incremento più significativo, segnando un netto +6,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; questo risultato d'eccellenza è frutto di una performance positiva in quasi tutti i comparti, con punte di particolare vigore nell'alimentare, nell'elettrico e nei mezzi di trasporto. Segue a breve distanza Vercelli, che registra un solido +5,2% grazie a un andamento favorevole che ha coinvolto indistintamente tutti i settori produttivi del territorio. Anche la provincia di Novara mostra una vitalità sostenuta, chiudendo il trimestre con un aumento del +4,0% trainato da una crescita diffusa a livello settoriale. Spostandosi verso l'area di Biella, si osserva un recupero del +1,8%: in questo contesto, mentre la metalmeccanica e la produzione di tessuti e filati mostrano segnali di salute, il settore dell'abbigliamento continua a segnare il passo con risultati meno brillanti. Più contenuta, ma comunque in territorio positivo, appare la situazione di Cuneo, dove l'incremento dello 0,9% è garantito dalla forza del settore alimentare, che riesce a compensare le difficoltà registrate nel comparto tessile. Di contro, alcune province mostrano segnali di lieve arretramento o stabilità. Il Verbano-Cusio-Ossola chiude il periodo con una flessione dello -0,4%, nonostante la crescita dei settori alimentare e tessile. Ad Alessandria, la variazione negativa è ancora più marginale (-0,2%): qui l'industria alimentare tiene bene, ma il dato complessivo risente della performance negativa della chimica e di un settore orafo che rimane sostanzialmente stabile. Infine, la provincia di Asti registra un calo dello -0,6%, penalizzata da una metalmeccanica in difficoltà che vanifica i buoni risultati ottenuti nel comparto chimico. Sebbene il sistema industriale abbia mostrato una resilienza superiore alle attese con un progressivo recupero dei livelli produttivi, il quadro previsionale per l’anno in corso appare segnato da una profonda cautela. L’indice sintetico del clima di fiducia relativo al IV trimestre 2025 si è attestato a 76,2 punti, un valore che certifica una netta discrepanza tra l’attività corrente e le prospettive strategiche a breve termine. Tale peggioramento delle aspettative degli imprenditori in merito a produzione, ordini e fatturato non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un contesto macroeconomico globale caratterizzato da una perdurante instabilità. Le persistenti tensioni geopolitiche, infatti, continuano a esercitare una pressione negativa sulle catene di approvvigionamento e sui costi energetici, alimentando un clima di incertezza che frena la pianificazione degli investimenti.