CUNEO - La campagna vaccinale stenta a decollare tra i bambini dai 5 agli 11 anni, ma Cirio è ottimista

Il presidente della Regione, scettico sull'uso delle campagne social, punta sull'aiuto dei pediatri: "Altrimenti passa un messaggio sbagliato". Intanto sono 151 mila i piemontesi over50 che, pur obbligati, non si sono vaccinati

Samuele Mattio 01/02/2022 15:36

La campagna vaccinale per i bambini tra i 5 e gli 11 anni stenta a decollare. Nel territorio piemontese solo un terzo ha aderito: restano da vaccinare circa 162 mila bambini, anche se va specificato che di questi ben 52 mila hanno fatto il Covid nelle scorse settimane e non possono essere soggetti all’iniezione. Per correre ai ripari la Regione Piemonte, che oggi (martedì 1° febbraio) ha indetto una conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale, pensa a coinvolgere i pediatri: “Vogliamo che a parlare siano i medici, altrimenti passa il messaggio che fare i vaccini sia un atto politico o un qualcosa di glamour - ha detto il governatore Alberto Cirio -. Abbiamo bisogno di rassicurare le famiglie in maniera mirata e la figura del pediatra è fondamentale”.
 
Escluso il ricorso a una campagna social rivolta ai genitori. “Utilizzando i social diventi oggetto di commenti dal ‘sistema’ di chi è contrario al vaccino. Purtroppo le campagne di informazione diventano spesso di disinformazione”, ha osservato il presidente. Cirio è comunque fiducioso per le prossime settimane: “È come un’onda, fatica a partire, ma poi arriva un importante effetto di consapevolezza. Lo abbiamo visto anche con le altre fasce di età”. 
 
Nel frattempo da oggi, in tutti gli hub vaccinali del Piemonte, è stato dato il via libera all’accesso diretto per tutte le persone dai 12 anni in su che devono ancora sottoporsi alla prima dose di vaccino anti Covid. "È un gesto di grande apertura e impegno", ha sottolineato Cirio. "Ci sono ancora 151 mila piemontesi over50 che, pur essendoci l'obbligo, non si sono vaccinati - ha detto -, e l'apertura di tutti gli hub vaccinali vuole essere uno sforzo finale. Lo facciamo adesso dopo avere messo in sicurezza le categorie dei più anziani e dei fragili. A gennaio in Piemonte abbiamo raggiunto il traguardo del milione e 300 mila vaccini, un risultato di cui andiamo fieri, superiore a quanto era stato indicato dal governo". 
 
Intanto a febbraio scadrà il Green pass a 67 mila piemontesi. Cifre che cresceranno leggermente a marzo e aprile (186 mila e 173 mila, n.d.r.): “I numeri sono molto inferiori rispetto al mese scorso, ciò ci fa vedere la luce. Secondo i programmi dovremmo riuscire a scavallare la primavera mettendo in sicurezza tutti i piemontesi. Poi seguiremo le indicazioni che arriveranno dal Governo”.
 
Un altro tema affrontato è lo stato di diffusione della pandemia, che appare in fase di regressione. “Abbiamo raggiunto il picco intorno al 22-23 gennaio - ha detto l’assessore alla Sanità regionale Luigi Icardi -. Ora la curva sta scendendo progressivamente. La previsione è di una discesa meno rapida rispetto alla salita, ma comunque importante e confortante”. 
 
Icardi ha commentato anche l’andamento delle terapie intensive, che negli ultimi giorni si stanno abbassando, così come i posti occupati nei ricoveri ordinari: “Il picco di questa ondata è stato di molto inferiore alla terza. Per intenderci oggi abbiamo già numeri da zona gialla, anche se il governo sta meditando di tolgliere la colorazione”. Secondo Icardi, avvalendosi di un meccanismo “a fisarmonica” è fondamentale occuparsi gradualmente delle altre malattie: “È importante fare spazio nei nostri ospedali a tutte quelle patologie che abbiamo dovuto sospendere per curare i casi Covid - ha affermato -. Ci sono piani per ogni azienda ospedaliera in base alla tipologia delle prestazioni. Stiamo pensando a rioccupare dei posti letto per le attività ambulatoriali per far fronte alle liste di attesa, che si stanno allargando sempre di più”.

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