CUNEO - "La CRC non è il cortile di casa di qualcuno, ma un bene collettivo di tutta la comunità cuneese"

L'intervento delle segreterie provinciali Cgil e Uil, critiche nei confronti delle nuove norme per la nomina del rappresentante delle organizzazioni sindacali nel Consiglio generale della Fondazione

25/03/2024 12:19

Riceviamo e pubblichiamo.
 
Venerdì è scaduto il termine per la presentazione delle candidature per il rinnovo delle cariche dei componenti del Consiglio generale della Fondazione, avanzate dagli enti designanti. Il patrimonio della Fondazione trae origine dalla Cassa di Risparmio di Cuneo, storico istituto che ha raccolto i risparmi e con essi i frutti del lavoro e dell’impegno di tante generazioni di cuneesi, tra cui molte e molti lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati. È questa la ragione per cui tra i portatori di interesse che hanno diritto a esprimere un proprio rappresentante figurano anche le organizzazioni sindacali. Ne deriva che tale diritto non sia frutto di una concessione di questa o di quella parte politica che oggi si disputano la Presidenza della Fondazione con modi e azioni ben lontani dallo spirito collaborativo, unitario, di terzietà che dovrebbe sempre guidare la governance di un’istituzione così importante.
 
A dicembre la Presidenza guidata dal dott. Raviola ha proposto al Consiglio di modificare la norma statutaria che regolava le modalità di individuazione del consigliere in rappresentanza del sindacato, stabilendo che non ci fosse più una designazione univoca da parte di CGIL, CISL e UIL ma l’indicazione di una terna di nomi tra cui il Consiglio generale uscente avrebbe scelto il futuro consigliere. In estrema sintesi non sono CGIL, CISL e UIL a scegliere il proprio rappresentante, ma la scelta della persona viene effettuata dallo stesso organismo in cui tale rappresentanza dovrebbe essere esercitata in maniera autonoma e indipendente. A due mesi dall’avvio ufficiale della procedura per il rinnovo del Consiglio sono state cambiate le regole, senza che la Presidenza sentisse il bisogno di un confronto preventivo con gli enti designanti e con palese asimmetria di trattamento rispetto a quanto definito per le designazioni espresse da altre associazioni di categoria rappresentative del mondo del lavoro cuneese.
 
La Fondazione CRC è un bene di tutta la comunità cuneese e non può trasformarsi in una preda preziosa di una certa politica autoreferenziale che, pur perdendo sempre più consenso e fiducia da parte delle elettrici e degli elettori, paradossalmente restringe gli spazi democratici; una politica che compie scelte funzionali a perpetuare il proprio potere e che tenta di trasformare il territorio cuneese in un cortile di casa in cui si aggirano le solite persone che si riconoscono e si autonominano in importanti consigli di enti, fondazioni e compagnie. Abbiamo inviato una lettera aperta ai/alle componenti del Consiglio generale uscente che oggi si riuniranno in seduta urgente per deliberare l’emanazione di un bando rivolto alle cittadine e ai cittadini del territorio monregalese tra i quali verrà scelta la persona che siederà nel nuovo Consiglio quale rappresentante del movimento sindacale. Abbiamo chiarito loro le ragioni del nostro dissenso, il perché non abbiamo agito le nuove regole e le iniziative che metteremo in campo per recuperare il diritto delle organizzazioni sindacali a esprimere direttamente il/la proprio/a rappresentante.
 
È un principio di rappresentanza democratica a cui non vogliamo rinunciare e che è alla base del nostro operare quotidiano. Infine, rivolgiamo un invito pressante alle candidate e ai candidati alla Presidenza: fateci sapere quali sono i vostri programmi e qual è la vostra visione sul futuro della Fondazione. Sarebbe un buon modo per tentare di recuperare credibilità e fiducia tra le cittadine e i cittadini cuneesi che sono sempre più lontani da giochi di potere messi in atto da certa politica.
 
I Segretari generali
Piertomaso Bergesio - Cgil Cuneo
Armando Dagna - Uil Asti-Cuneo
 

c.s.

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