CUNEO - La differenziata a Cuneo non “tira” più: percentuali in calo, ma l’obiettivo è il 75%

Dal 1 marzo il nuovo appalto del servizio CEC: in arrivo mezzi elettrici e ispettori, e più lavaggi dei portici. Cambiano anche i colori dei bidoni (lo vuole l’Europa)

Andrea Cascioli 29/02/2024 19:31

La prima cosa da sapere è che siamo meno virtuosi di quanto pensiamo, soprattutto meno di quanto non lo fossimo qualche anno fa. La percentuale di raccolta differenziata nei 54 comuni del Consorzio Ecologico Cuneese (CEC) è stata pari al 69,11% nel 2022, l’ultimo anno per cui siano disponibili dati già validati, con una media di 160 kg di rifiuti pro capite prodotti.
 
Un dato ormai lontano - in positivo - dal 56,31% e dai 231 kg pro capite del 2014, prima dell’introduzione del porta a porta. Ma anche - in negativo - da quelli delle annate successive: dal 70,93% del 2015 (solo 133 kg prodotti in media), il primo anno della “rivoluzione”, il picco lo si è raggiunto nel 2018, con il 72,43% di differenziata e 147 chili buttati a testa. Poi una china discendente, lenta ma preoccupante, che i dati parziali del 2023 sembrano confermare ancora. Non è tutta colpa nostra, va detto: concorre l’introduzione di un nuovo metodo di calcolo che adesso, a differenza di quanto accadeva prima, fa rientrare nel totale tutti i rifiuti prodotti da utenze non domestiche e conferiti a un gestore privato. Un altro fattore che incide è legato agli impianti: “Negli ultimi due anni abbiamo perso 2500 tonnellate annue che sono passate ad essere raccolta indifferenziata. E questo fa la differenza” spiega Simona Testa, responsabile tecnico del CEC.
 
Tutto ciò premesso, aggiunge, “un certo abbassamento qualitativo c’è stato: la difficoltà si trova nella raccolta e in tutta la gestione domestica da parte del cittadino”. Contrastare questa tendenza è il primo obiettivo che ci si pone con l’entrata in vigore del nuovo appalto: a partire da venerdì 1 marzo a gestire il servizio sarà la San Germano spa del gruppo Iren, aggiudicataria dell’affidamento per i prossimi sette anni. È la prima volta che Cuneo e il suo bacino da 163mila persone possono contare su un unico appaltatore e non più su un raggruppamento di imprese. L’appalto è stato aggiudicato per 98 milioni, con un ribasso del 7,9% sulla base d’asta di 106 milioni: un importo annuo di 14 milioni, per quasi metà coperto dalla quota del Comune di Cuneo. San Germano gestirà i subappalti: in valle Stura con la Demonte Servizi, in valle Maira e val Grana (comprese Busca e Caraglio) con la Ideal Service, nelle valli Gesso, Po e Vermenagna, oltre che in una parte dei comuni della pianura, con l’attuale capogruppo Docks Lanterna.
 
 
Due spazzatrici allungabili per pulire tra le auto: “Ma i divieti restano”
 
Gli operatori sul territorio del capoluogo rimangono gli stessi, sulle attuali dodici zone di nettezza urbana. Anche l’operatore del pomeriggio continuerà ad esserci, assicurando una copertura per tutta la giornata, e così l’operatore che coadiuva alla domenica. Nelle frazioni si passerà da due a tre operatori, ma non subito: le migliorie sono previste nell’arco di quattro o cinque mesi. Una novità importante riguarda il lavaggio dei portici: fino ad ora se ne assicurava uno all’anno, di norma ad aprile. Col nuovo appalto le spazzatrici laveranno i portici di tutta Cuneo, periferie comprese, per quattro volte all’anno.
 
Un punto su cui la San Germano ha puntato molto è la sostenibilità della raccolta: per questo tutti gli operatori, entro 30-40 giorni, saranno dotati di mezzi elettrici. “Avranno la possibilità di raccogliere i rifiuti come vetro e batterie, facendo già a monte la differenziata” spiega Testa. Non solo: due spazzatrici dotate di un particolare braccio meccanico allungabile potranno pulire le strade anche in presenza di auto parcheggiate. “Resteranno però i divieti nei giorni di pulizia strade - precisa la funzionaria del consorzio - e potrebbero esserci reclami sul fatto che le auto siano state sporcate”. Gli automobilisti sono avvisati. È previsto un lavaggio di tutti i cestini, le panchine, le rastrelliere, le fioriere e i pilastri, ma ci sarà anche la possibilità di spruzzare liquidi antiurine contro la corrosione di elementi in ferro o il degrado precoce degli arredi urbani.
 
 
Via tutti i bidoni, più cestini per i cani. E cambiano i colori dei contenitori
 
Per quanto riguarda bidoni e cestini, si segnala in primis l’introduzione di contenitori multicomparto nelle zone di pregio della città: il Comune ne aveva già previsti cinquanta e la ditta ne ha offerti fino a cento. Ci saranno anche 50 cestini in più per le deiezioni canine e altri 25 in sostituzione di quelli rotti, più altrettanti cestini gettacarta sul modello di quelli “liberty” già esistenti.
 
Dal prossimo ottobre è in programma la rimozione totale dei bidoni in superficie e dei raccoglitori interrati: gli interrati verranno venduti al Comune di Vernante, quindi ci sarà anche un introito. “A settembre - fa sapere il CEC - ci sarà una campagna di massa sul centro storico e si inizierà con la raccolta quotidiana di tutti i rifiuti - eccetto la carta - nelle circa 60 utenze non domestiche che ne hanno bisogno ogni giorno”. La raccolta degli ingombranti, finora effettuata il martedì e il venerdì su prenotazione, verrà svolta anche il giovedì: le prenotazioni sono già disponibili. Entro l’anno si attiverà la raccolta degli sfalci verdi con il sistema porta a porta, come già succede in altri comuni: “È un servizio a domanda, con la prenotazione passeremo tutte le settimane almeno due volte”. Da maggio 2025, poi, la raccolta dell’organico - che ora è prevista solo da giugno a ottobre (tre volte a settimana) - si farà ogni mese.
 
Una novità importante, destinata a far discutere, è il cambio di colore dei bidoni: il secco indifferenziato rimane grigio e l’organico marrone. Invece il vetro, che al momento è blu per la città di Cuneo, diventerà verde, i contenitori di imballaggi in plastica da bianchi passeranno ad essere gialli, mentre la carta e il cartone dal giallo passeranno al blu e infine la raccolta del verde diventerà di colore beige. Un’operazione di “armocromia” che non ha niente a che fare con le decisioni del CEC, ma dipende dall’Europa: man mano che verranno dismessi i contenitori, perché rotti o non più utilizzati, i colori verranno modificati.
 
 
Arrivano gli ispettori della differenziata: potranno controllare i condomini
 
L’autorità governativa Arera ha imposto un sistema di recall continuo tra chi gestisce la raccolta e il cittadino: se l’utente non riesce a comunicare, verrà richiamato. Il call center, con orario 8-18 da lunedì a venerdì e 8-13 il sabato, non sarà più a carico del consorzio ma del gestore e opererà in zona (verosimilmente a Beinette). Dal 1 marzo, quindi, la San Germano risponderà a tutte le prenotazioni su verde e ingombranti, segnalazioni, reclami e richieste di informazioni. A breve sarà poi estesa a tutti i comuni l’applicazione con qr code per sapere dove conferire i rifiuti, modellata anche sulla zona e il comune di riferimento.
 
Per mitigare il fenomeno degli abbandoni, a partire da maggio o giugno è previsto l’ingresso in ruolo di sei ispettori ambientali. Su segnalazione - non a priori - avranno anche la possibilità di aprire i sacchetti ed effettuare accertamenti che verranno trasmessi alla Polizia Municipale: “È necessario incominciare dai condomini di Cuneo, - informa Testa - dove c’è stato un certo abbassamento della sensibilità. Ma non intendiamo iniziare il nuovo appalto creando il terrore”.
 
 
Obiettivo 75% entro il 2025: chi non lo raggiunge si becca la stangata
 
Lo scopo prioritario perseguito dal CEC con il nuovo appalto, insieme all’incremento della differenziazione, è la riduzione delle quantità di rifiuti: oggi siamo a 160 kg pro capite, a fronte di un obiettivo che a livello regionale è stato posto a 125 kg nel 2025, 100 kg nel 2030 e 90 kg nel 2035. Se non verrà centrato, ci saranno sanzioni: finora in provincia le ha avute solo il Monregalese, non avendo raggiunto il target del secco nel 2022. “Noi siamo al limite” dice la rappresentante del consorzio: “Se non cambiano i metodi di calcolo, è ragionevole pensare che tutti i consorzi del Piemonte avranno una sanzione. In nessun’altra regione c’è un sistema di sanzioni analogo”.
 
Un sistema che, oltretutto, crea paradossi nei comuni di montagna: perché allo stato attuale non si tiene conto delle presenze turistiche, che in certe località portano i quantitativi ben oltre l’asticella pro capite dei residenti. Per questo, spiega ancora Testa, “abbiamo introdotto la raccolta dell’organico anche nei rifugi, cosa che non avremmo fatto perché anti economica e caratterizzata da un’impronta ecologica: ma i target ce lo impongono”. È in corso un’interlocuzione con la Regione per ottenere la rimodulazione delle soglie: se ciò non avvenisse, il rischio è quello di una ricaduta dei costi sui comuni che non hanno centrato l’obiettivo.

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