CUNEO - La Garante regionale dei detenuti: "Serve rafforzare l'assistenza psicologica nelle carceri"

L'intervento di Monica Formaiano dopo il suicidio al "Lorusso e Cutugno" di Torino e dopo l'incontro con il componente del Collegio del Garante nazionale Mario Serio

Formaiano e Serio

Redazione 27/03/2026 15:29

“Ogni suicidio in carcere rappresenta una sconfitta dello Stato e una tragedia che colpisce non solo i familiari della persona deceduta, ai quali esprimo la mia vicinanza e il mio sincero cordoglio, ma l'intero sistema della giustizia e la nostra comunità civile”. Lo ha dichiarato la Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano in seguito al decesso di un detenuto all’Istituto penitenziario Lorusso e Cutugno di Torino. “In qualità di Garante – ha aggiunto – rilevo come la condizione di fragilità psichica che vivono molti detenuti, unito a situazioni di dipendenza e di disagio, costituiscano sempre più spesso un contesto fertile per eventi così drammatici. È necessario e urgente rafforzare l'assistenza psicologica, soprattutto verso la popolazione detenuta più vulnerabile, rimettendo al centro la persona affinché si possa intercettare precocemente ogni segnale di malessere e attivare interventi adeguati”. “Investire nella prevenzione del rischio suicidario – dice Formaiano – significa non soltanto tutelare i diritti e la dignità delle persone detenute ma contribuire alla sicurezza collettiva favorendo percorsi di reinserimento più efficaci”. La Garante regionale ha incontrato questa mattina nei propri uffici il componente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mario Serio, con cui si è confrontata anche sui temi già citati. “Il colloquio – spiega la Garante – si è incentrato principalmente sui rapporti fra i livelli di garanzia nazionale e regionale, distinti ma complementari, e sulla necessità di una sempre maggiore collaborazione”. “Abbiamo convenuto – spiega – sull’importanza di consolidare il dialogo e lo scambio d’informazioni, con particolare riferimento a possibili modelli procedimentali comuni e condivisi, sull’eventualità di condividere protocolli e buone pratiche già operative e sull’opportunità di instaurare una fattiva cooperazione in ambito migratorio, con l’intento di creare una comunità partecipativa che abbia al centro la dignità delle persone recluse”. “Tutti temi – anticipa Formaiano – che verranno approfonditi in prossimi incontri nella sede del Garante nazionale”.