Si sta concludendo in questi giorni, con la posa dei pannelli di rivestimento delle facciate, l’intervento di efficientemente energetico del liceo Artistico e Musicale “Ego Bianchi” di Cuneo. Proprio la conformazione dei citati pannelli, però, ha suscitato perplessità e proteste, sollevate da un gruppo di docenti dell’istituto, secondo i quali il rivestimento, oltre a modificare il “look” dell’edificio, ridurrebbe in maniera sostanziale l’ingresso della luce naturale negli spazi interni. Le rimostranze riguardano quindi sia l’aspetto estetico che quello funzionale: “La riduzione della luce può incidere sul benessere degli ambienti scolastici e sulle attività didattiche”, si legge in un comunicato. La presa di posizione non rappresenta una comunicazione ufficiale della scuola, ma riflette - si legge nella nota - “la sensibilità di alcuni insegnanti rispetto a un tema ritenuto centrale in un contesto a vocazione artistica e progettuale”: “Il liceo Artistico è infatti articolato nei tre indirizzi di Arti Figurative, Grafica e Architettura e Ambiente, percorsi che vengono scelti dagli studenti nel triennio e che sviluppano competenze specifiche nei rispettivi ambiti visivi, comunicativi e progettuali. In particolare, viene evidenziato il ruolo del dipartimento di Architettura e Ambiente, area fondamentale per la formazione alla lettura e progettazione dello spazio costruito, insieme agli indirizzi di Figurativo e Grafica, anch’essi centrali nella costruzione di uno sguardo critico e consapevole sulle trasformazioni dell’ambiente scolastico e urbano". Secondo quanto segnalato, queste competenze non sarebbero state adeguatamente coinvolte nella fase di ideazione e progettazione dell’intervento, nonostante la loro diretta attinenza con le trasformazioni dell’edificio. I docenti chiedono ora l’apertura di un confronto con il progettista, con l’obiettivo di approfondire le scelte effettuate e valutare possibili soluzioni che tengano conto non solo degli aspetti tecnici ed estetici, ma anche della qualità degli spazi educativi e del loro valore didattico. Davanti alla scuola sono anche comparsi alcuni cartelli di protesta: “La luce è salute”, “Riaprite le finestre”, “La nostra scuola non è un carcere” alcune delle scritte riportate.