CUNEO - La protesta per il mancato completamento dell'Asti-Cuneo: 'Siamo diventati la barzelletta d'Italia'

Consegnato al Prefetto un documento da trasmettere al Governo. Marello: 'Se questa manifestazione non darà i suoi frutti allestiremo un presidio fisso'

Samuele Mattio 16/11/2018 12:26


“Il limite è stato superato, se questa manifestazione non darà i suoi frutti allestiremo qui un presidio fisso”. Con questa proposta il sindaco di Alba, Maurizio Marello, ha lanciato il sit-in in favore del completamento dell’Asti-Cuneo davanti alla Prefettura, in via Roma, 3. “Negli ultimi anni si è lavorato alacremente per ultimare la pratica: ora basterebbe che il Governo portasse avanti il progetto”. Insomma, se non ci saranno ulteriori sviluppi la protesta continuerà.

Nel capoluogo erano presenti circa 150 persone tra sindaci della Granda, i rappresentanti delle associazioni di categoria e, tra gli altri, i parlamentari Chiara Gribaudo, Mino Taricco e Marco Perosino e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: “Sono trent’anni che la provincia di Cuneo aspetta quest'opera. Grazie al ministro Delrio si era arrivati ad un passo dal completamento, ma dall’attuale Governo non ci sono state risposte - ha detto l’ex sindaco di Torino -  La Granda è un territorio operativo dal punto di vista economico e che chiede di non essere sacrificata, è una provincia che ha un contributo fiscale netto attivo rispetto al resto del paese, paga più tasse di quelle che riceve”.

Con il presidente anche l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco: “La mia presenza è doverosa. Ci siamo espressi fin da subito con il nuovo Governo affinché la procedura di completamento si concludesse: sono passati cinque mesi, ma le cose non sono andate avanti”.

La nostra comunità è un modello economico per il paese, ma siamo diventati la barzelletta d’Italia per questi 9 chilometri - ha detto il presidente di UnionCamere Piemonte, Ferruccio Dardanello -. Non si può programmare il futuro se non c’è una rete infrastrutturale di cui tutte le aree del mondo che hanno la nostra capacità produttiva dispongono. È ora di iniziare a dire dei sì, continuando a dire dei no non andremo da nessuna parte”.

Al termine della protesta una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto, Giovanni Russo, al quale è stato consegnata una richiesta da trasmettere urgentemente al Governo.

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