CUNEO - "La remigrazione un progetto incivile, vendicativo, illiberale e potenzialmente anticostituzionale"

L'ex consigliere regionale Fabrizio Biolè contesta la proposta arrivata da Futuro Nazionale e da altri movimenti di destra, lodando la campaga ironica di +Europa per la "rescolarizzazione"

Redazione 01/07/2026 09:25

Alla campagna per la "remigrazione" promossa da Futuro Nazionale e altri movimenti e partiti di destra, Più Europa risponde ironicamente con quella per la "rescolarizzazione", lanciata sui social nelle scorse ore. Di seguito l'intervento di Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola. "Scrivo queste brevi righe per segnalare e lodare la recentissima campagna grafica "rescolarizzazione" di +Europa in contrasto con la cosiddetta “remigrazione” - che preferisco chiamare con il suo proprio nome: "deportazione", una delle proposte più retrograde emerse nel panorama politico italiano degli ultimi anni. Tale satira portata avanti dal partito di Emma Bonino è semplicemente eccellente: una classe di adulti dal volto torvo, con tatuaggi e polo nere, costretti a ripetere elementari e medie con esame finale su sussidiari illustrati. Difficile immaginare una rappresentazione più azzeccata dell’umiliazione culturale e della meschinità intellettuale che, a parer mio, si cela dietro l'idea remigratoria. +Europa ha colpito nel segno. Pur non allineandomi a tutte le posizioni complessive del partito, riconosco il valore di molte loro battaglie e apprezzo profondamente questa operazione di denuncia ironica. Perché la proposta di remigrazione, sostenuta con entusiasmo dal generale Vannacci, da Futuro Nazionale e da CasaPound, merita di essere smascherata senza remore. Si tratta di un progetto incivile, vendicativo, profondamente illiberale e potenzialmente anticostituzionale. Una specie di delirio autoritario che vorrebbe trasformare l’Italia in una sorta di grande centro di espulsione, calpestando diritti fondamentali e principi costituzionali. Un’idea che non reggerebbe neppure sul piano economico più elementare: come ha dimostrato Pagella Politica, la remigrazione non “risparmia”, ma costa una fortuna alle casse dello Stato, con danni collaterali incalcolabili. Ugualmente inquietante è stato assistere all’ingresso fisico di esponenti di CasaPound a Montecitorio, al grido di “oggi muore l’antifascismo”. Un’affermazione tragicomica. L’antifascismo non è un optional della nostra democrazia: è il suo fondamento. È inciso in ogni articolo della Costituzione, dalla prima all’ultima parola. Chi sogna di seppellirlo dimostra solo di non aver mai capito la Repubblica che vorrebbe (speriamo mai) rappresentare. In un tempo in cui certe forze politiche cercano di normalizzare l’inaccettabile, è urgente che la stampa eserciti il proprio ruolo di controllo e di pungolo critico. La “remigrazione” non è un’opinione come un’altra: è una regressione pericolosa che offende la dignità della persona, la storia del nostro Paese e l’intelligenza collettiva. Viva, sempre, per sempre, l'antifascismo!" Fabrizio Biolè