Se la casa è più grande, la tassa dei rifiuti diminuisce. Se è più piccola, aumenta. In estrema sintesi e con le dovute eccezioni è questa la realtà che i cuneesi si troveranno davanti nei prossimi due anni, all’arrivo dei cedolini della Tari. Il Comune deve infatti recepire la delibera con cui lo scorso agosto l’Arera, agenzia governativa per la regolazione dei servizi di rete, ha impostato i nuovi criteri del metodo tariffario (fino al 2029, ma con una revisione prevista dopo il prossimo biennio). In sostanza si prevede un aumento di 5 euro all’anno in media per le superfici di 50 metri quadri con due persone residenti, o un euro all’anno in più per gli alloggi nella fascia degli 80 mq con tre residenti. Viene invece “premiato” il nucleo familiare di quattro persone in un alloggio con una metratura sui 120 mq che pagherà 4 euro all’anno in meno, o quello con 160 mq calpestabili e quattro persone in casa per cui il risparmio si aggira sui 10 euro all’anno. Per le tariffe non domestiche l’aumento in percentuale è sul 3,30-3,31%, in tutte le fasce. “Se ho tanti metri quadri la diminuzione è sostanziale, se ho pochi metri quadri questo non bilancia l’aumento dei costi variabili” sintetizza la funzionaria Nadia Giletta, presente in commissione per illustrare i cambiamenti previsti insieme all’assessore al Bilancio Valter Fantino. Arera ha optato per uno spostamento del peso della tariffazione sui costi variabili, a scapito dei costi fissi: “Questo va a incidere su chi in effetti produce più rifiuti, cioè sul maggior numero di occupanti”. Il che però genera altri dubbi, in particolare che la Tari “riformata” sia meno equa nei confronti delle famiglie numerose che vivono in case piccole, ovvero dei nuclei più esposti al disagio sociale. Sul punto c’è da considerare che anche cantine e solai sono compresi nel computo della metratura: le case di 160 metri quadri, insomma, non sono per forza ville patrizie. Restano inoltre le agevolazioni per le famiglie numerose, rivolte spesso a chi occupa una superficie esigua: i dati parlano di 1.046 richieste approvate nel 2025, con agevolazioni fino all’80%. Le morosità sono schizzate dal 17% al 24% Il gettito che l’Arera impone all’amministrazione cittadina di recuperare passa i dieci milioni di euro, cui vanno però detratti 618mila euro fra trasferimenti dal ministero dell’Istruzione per la Tari delle scuole (pari a circa 97mila euro e calcolata in base al numero degli alunni), recupero dell’evasione e sanzioni: si arriva così a una somma di 9 milioni e 958mila euro. Il tema dell’evasione è in effetti un grosso problema: negli ultimi anni, fa sapere l’assessore, le morosità sono schizzate da un 17% al 24%, quasi un’utenza su quattro. Al netto di quello che il Comune riesce a recuperare. C’è poi da coprire anche i 163mila euro di differenza fra il gettito previsto e il limite di crescita, ovvero la soglia oltre la quale non si può più alzare la Tari: il Comune dovrà finanziarlo con risorse proprie, non potendo appunto scaricarlo su chi paga la raccolta dei rifiuti. Le utenze in città sono 35.487, di cui 27.895 domestiche e 7.592 non domestiche. Tutte insieme concorrono a produrre in un anno 28 milioni e 502mila chilogrammi di rifiuti, divisi fra 12 milioni e 660mila kg di rifiuti non domestici e 15 milioni 842mila kg di rifiuti domestici. La buona notizia, in tutto questo, è che la nuova Tari porterà ai cittadini un risparmio presunto di quasi centomila euro (99.168 euro, per la precisione). Ma anche che non ci saranno ulteriori aggravi: il bonus sociale per i rifiuti si era tradotto negli anni scorsi in 6 euro per utenza da applicarsi su tutte le utenze, anche quelle non incassate. Chi pensa alle famiglie numerose? Il dibattito sull’effettiva equità della nuova ripartizione tariffaria domina il confronto fra i consiglieri. Il primo a introdurlo è Giancarlo Boselli di Indipendenti: “La diminuzione si registra in abitazioni che hanno superfici di grande rilievo: parliamo di case da 120 a 160 metri quadrati che non credo siano abitazioni popolari. È un’impostazione che va quindi a favorire le abitazioni di ampia metratura e penalizza invece quelle popolari”. “È probabile che nella fascia di 160 metri ci siano anche villette e abitazioni fuori città che non sono case di lusso sul viale degli Angeli” concede Nello Fierro (Cuneo per i Beni Comuni), trovando però stridente “il fatto che le riduzioni maggiori le abbiamo sul minor numero di componenti del nucleo familiare: in un alloggio di 120 metri quattro persone pagano l’1,31% in meno rispetto al 4% in meno di una sola persona”. Oltre a questo, sottolinea, c’è la questione del porta a porta: “Dall’assessore dell’epoca ci era stata fatta la promessa che avremmo avuto benefici anche dal punto di vista economico. Vorrei capire se queste tariffe tengano già in considerazione la vendita del materiale riciclato”. Anche Erio Ambrosino, indipendente del Pd, coglie il dato della possibile sperequazione: “È vero che la persona singola ha un beneficio superiore alla famiglia dalla nuova tariffazione, però conferisce di meno: per contro, politicamente bisognerebbe pensare a sostenere le famiglie numerose”. Il biodigestore? Troppo presto per parlarne Mentre resta “in sospeso” la domanda della consigliera di Centro per Cuneo Monica Pellegrino, che prende in contropiede il suo assessore chiedendo quale sia l’impatto sul bilancio del compostaggio (“è un dato che però ci può dare il Cec”, la risposta), entra nel dibattito il nuovo biodigestore, inaugurato venerdì scorso a Borgo. Carlo Garavagno (Partito Democratico) domanda se già dal prossimo anno “dovremo prevedere un miglioramento delle tariffe con la vendita del biogas”. La stessa domanda la pone Boselli, in forma più polemica: “La sindaca ha sottolineato che il biodigestore da 35mila tonnellate parte in realtà con una capacità di smaltimento di 10mila tonnellate: una macchina del genere è a costo zero se produce a pieno ritmo. O sarete in grado di far arrivare da fuori le 25mila tonnellate, o qualcuno dovrà mettere mano al portafoglio”. Dubbi che per ora non hanno risposta, e su cui Fantino frena, in assenza di numeri: “Il biodigestore non è considerato in questa partita, bisognerà poi vederne la funzionalità e i dati operativi”.