CUNEO - L’appello al Comune di Cuneo: “Si schieri contro il divieto di educazione sessuale nell’infanzia”

Avs, con Sinistra Italiana e Cuneo Possibile, contesta il ddl Valditara: “Non si combattono femminicidi e abusi con i post sui social il giorno dopo”

Redazione 30/11/2025 07:55

Riceviamo e pubblichiamo: In questi mesi abbiamo assistito all’ennesimo tentativo del Governo di trasformare la scuola in un terreno di battaglia ideologica. Il ddl 2423 - la proposta di Valditara che mira a vietare l’educazione sessuo-affettiva nella scuola dell’infanzia e primaria e a renderla possibile solo col “permesso dei genitori” nella secondaria - non nasce per proteggere nessuno: nasce per mettere un bavaglio alla scuola pubblica, impedirle di fare il suo lavoro e allontanarla esattamente da ciò di cui il Paese ha più bisogno. Mentre gli esponenti del governo mettono in dubbio la necessità di insegnare il consenso, dentro e fuori dalle aule scolastiche continuano a crescere i casi di violenza di genere, molestie, bullismo, discriminazioni. Una scuola che non può parlare di rispetto, relazioni, identità, prevenzione, non è una scuola più “neutrale”: è una scuola che non tutela i diritti di intere generazioni. Viviamo in un Paese che si spaventa ancora davanti alla parola “educazione sessuale”. Cosa che dice tutto sul ritardo culturale con cui stiamo lasciando crescere bambine, bambini e adolescenti. La discussione del ddl in Parlamento, arrivata alla Camera, è stata momentaneamente sospesa, proprio perché la mobilitazione sociale, studentesca e professionale ha mostrato quanto questo provvedimento sia fragile e pericoloso. Ma a dicembre il ddl tornerà in Aula. È una finestra strettissima, e non va sprecata: è il momento in cui i territori possono farsi sentire, prima che qualcuno provi a far passare questa legge nel silenzio generale. Per questo Sinistra Italiana Cuneo e Cuneo Possibile chiedono al Consiglio Comunale cittadino di discutere e votare con urgenza l’Ordine del Giorno proposto da Educare alle differenze: un testo chiaro, serio, rispettoso della scuola e del suo ruolo costituzionale. Non è un atto “simbolico”: è un impegno politico concreto per difendere la libertà d’insegnamento, l’autonomia scolastica, il diritto di bambine, bambini e adolescenti a crescere in ambienti che li aiutino a capire il mondo in cui vivono. Sappiamo da anni - dati, ricerche e pratica educativa alla mano- che l’educazione sessuo-affettiva è l’unica vera politica strutturale di prevenzione della violenza di genere. Non si combattono femminicidi e abusi con i post sui social il giorno dopo. Si combattono prima, costruendo una cultura che insegni come si sta in relazione, come si riconosce un limite, come si chiede e si dà il consenso. E questo la scuola sa farlo. La scuola lo fa già, da anni, grazie al lavoro serio di docenti e associazioni. Quello che il ddl Valditara chiama “ideologia”, in realtà, è semplice educazione civica, cura, prevenzione, cittadinanza. E se qualcosa va protetto, non è certo il ddl: è la scuola stessa. Per questo chiediamo al Comune di Cuneo di schierarsi. Ora. Senza ambiguità. Chiediamo che l’Ordine del Giorno venga portato in aula rapidamente e approvato. Chiediamo che la nostra città dica con nettezza che qui non si torna indietro: Cuneo sta dalla parte della libertà educativa, della prevenzione, dei diritti, della sicurezza delle nuove generazioni. Se c’è un posto in cui si costruisce il futuro, è la scuola. E noi vogliamo che sia un futuro in cui nessuna bambina, nessun bambino e nessuna ragazza o ragazzo crescano nel silenzio o nella censura.   Federazione provinciale di Sinistra Italiana di Cuneo
Cuneo Possibile