I prezzi per le lavorazioni agromeccaniche nella provincia di Cuneo subiranno un adeguamento medio del 20%. La decisione è stata assunta dall’assemblea dei soci dell’Unione Trebbiatori di Cuneo, riunitasi lunedì 13 aprile, a seguito di un’analisi tecnica dei costi di produzione che hanno ormai raggiunto livelli strutturalmente incompatibili con la tenuta delle imprese. Il fattore di crisi più immediato è rappresentato dal prezzo del carburante. Dall’inizio del 2026, il gasolio agricolo ha registrato un rincaro del 71%, causato dall'instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz. La carenza di greggio medio-pesante ha costretto le raffinerie europee a processi di lavorazione molto più onerosi, con ricadute dirette sul prezzo alla pompa. A gravare ulteriormente sulla categoria è l’attuale orientamento del Governo: il credito d’imposta del 20% sull'acquisto di gasolio è stato infatti riservato esclusivamente alle aziende agricole, escludendo paradossalmente i contoterzisti. Si tratta di una disparità di trattamento critica, poiché sono proprio le imprese agromeccaniche a gestire la quota prevalente delle lavorazioni pesanti e dei consumi energetici nel ciclo produttivo primario. L'aumento del carburante è però solo la punta di un iceberg alimentato da una crisi quinquennale dei costi industriali che continua a incidere su investimenti e manutenzione. In particolare, il prezzo dell’acciaio ha spinto il costo di un trattore di alta potenza a un +35-45% rispetto a cinque anni fa, anche lubrificanti e ricambi hanno subito rincari a doppia cifra. Complessivamente, la pressione sui bilanci delle imprese agromeccaniche è aumentata di quasi la metà rispetto al 2021, rendendo i prezzi attuali del tutto insufficienti a coprire persino i costi vivi di esercizio. In questo scenario, l’Unione Trebbiatori di Cuneo ha ritenuto non più rinviabile un adeguamento del 20%. Tale incremento rappresenta la soglia minima per permettere alle imprese di continuare a investire in tecnologie e sicurezza, garantendo quella professionalità che da sempre tutela i raccolti delle aziende agricole cuneesi. L’Unione precisa che l'aumento è da intendersi come valore medio di riferimento, modulabile dalle singole imprese in base alla specificità del servizio. Infine, per mitigare l'impatto finanziario su tutta la filiera, l’associazione invita a superare la consuetudine della fatturazione a saldo di fine anno, promuovendo una rateizzazione dei pagamenti nel corso della stagione: una soluzione di buon senso per tutelare la liquidità sia degli agricoltori che dei fornitori di servizi.