CUNEO - Le auto aumentano (e sono sempre più vecchie), ma le officine diminuiscono: Cuneo non fa eccezione

L'indagine pubblicata dalla Cgia di Mestre. In Italia una vettura su quattro ha più di vent'anni, è il dato più alto tra i grandi Paesi europei

a.d. 03/03/2026 10:14

Sempre più auto circolanti, sempre più vecchie, ma sempre meno autoriparatori attivi. Un trend diffuso a livello nazionale, in cui la provincia di Cuneo non fa eccezione. È quanto emerge dall’indagine pubblicata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Considerando i dati nazionali, si osserva come l’Italia sia il Paese europeo con più autovetture per abitante: 701 ogni mille abitanti, contro una media UE di 578. E il totale continua a crescere in misura pressoché costante sin dall’inizio del millennio. Oggi il parco auto ha superato quota 41 milioni e 300 mila mezzi. Nell’ultimo decennio si sono aggiunte poco più di 4 milioni e 200 mila vetture, con un aumento complessivo dell’11,5%. In provincia di Cuneo ci sono 743 autovetture circolanti ogni mille abitanti. Si tratta del 23° dato più alto in Italia: in Piemonte ha un dato più elevato solo Biella (775), mentre Asti è appaiata a 743. La provincia con il numero più alto di auto circolanti è Firenze (877), seguita da Isernia (850) e Catania (811), quelli più bassi a Trieste (579), Milano (571) e Genova (511).  Per contro a livello nazionale in dieci anni, dal 2014 al 2024, gli autoriparatori sono passati da 83.705 a 75.284, per un calo del 10,1% delle sedi attive. Il Piemonte è l’unica regione italiana ad andare controcorrente, con un aumento del 2%: nel decennio preso in analisi, gli autoriparatori attivi sono passati da 6.926 a 7.066. La regione che fa registrare il calo più consistente (-16,2%) è l’Abruzzo.  A trainare il dato del Piemonte è in realtà la sola provincia di Torino, dove si è registrato un aumento del 13,6% (da 3.657 a 4.155). La provincia di Cuneo fa invece segnare un calo del 7,7%: nella Granda in dieci anni si è passati da 1.047 a 966 autoriparatori attivi. A livello provinciale le riduzioni più consistenti sono quelle di Fermo (-20,7%), Pescara (-20,5%) e Barletta Andria Trani (-19,9%). Una crisi, quelle delle autofficine, che è il frutto di un insieme di cause. Si legge nel rapporto Cgia: “La riduzione del numero degli autoriparatori deriva dall’incrocio tra costi elevati, tecnologia complessa, mancanza di ricambio generazionale e cambiamento del mercato. Per invertire la tendenza servirebbero incentivi alla formazione tecnica, sostegni agli investimenti e una maggiore valorizzazione del mestiere artigiano”. Un quadro che è reso ulteriormente critico dal progressivo invecchiamento del parco auto circolante. Secondo lo studio in Italia circa un auto su quattro ha oltre vent’anni (24,3%): 10.043.707 su 41.340.516. Si tratta di un dato tra i più alti tra quelli dei grandi Paesi europei: solo la Spagna registra una percentuale più elevata (25,6%), fanno nettamente meglio Francia (12,5%) e Germania (10%). Le percentuali minori in Danimarca (5,9%), Lussemburgo (6,4%), Paesi Bassi e Austria (9%). QUI lo studio della Cgia di Mestre.