CUNEO - ''Le carceri di Cuneo e Saluzzo senza direttore e comandante titolari'': la denuncia dell'Osapp

La nota dell'organizzazione sindacale della Polizia Penitenziaria: ''Gli Istituti si reggono solo grazie al di responsabilità delle donne e degli uomini del corpo''

Redazione 18/11/2020 09:44

Il carcere di Cuneo a giorni rimarrà senza direttore titolare, quello di Saluzzo è privo di comandante titolare”. La denuncia arriva dall’Osapp, l’organizzazione sindacale della Polizia Penitenziaria: “Molte carceri del Piemonte e della Valle d’Aosta - si legge in un comunicato stampa - sono prive di continuità atteso che direttori e comandanti dei reparti si recano in alcune sedi solo una volta o due a settimana in servizio di missione, ovvero a spese dello Stato. Gli Istituti si reggono solo grazie all’alto senso di responsabilità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, anch’essi in gravissima penuria di organico, che svolgono turni massacranti che talvolta superano anche le tredici ore al giorno”. 
 
Oltre alle situazioni di Cuneo e Saluzzo, nella nota si sottolinea come il carcere di Aosta sia privo di direttore e comandante titolari da circa sei anni, mentre nel carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino, anch’esso privo di direttore titolare, il servizio venga assicurato per due volte a settimana da un funzionario proveniente dalla Puglia. Problematiche analoghe anche a Ivrea e Novara. 
 
Prosegue il comunicato: “La situazione, anche a fronte del grave sovraffollamento e del Covid, è davvero preoccupante”. Spiega Leo Beneduci, Segretario Generale OSAPP: “Mai come in questo periodo viviamo un drammatico momento di completo stato di abbandono, la Polizia Penitenziaria si trova sempre più sola e in condizioni disumane mai registratesi prima d’ora a risolvere le criticità che si presentano nel quotidiano, con grave penuria di personale, senza strumenti e mezzi, non si può rimanere silenti di fronte ad una così drammatica situazione. Chiediamo dunque al Ministro Bonafede che dichiari lo stato di emergenza e convochi un tavolo per poter affrontare concretamente il problema dell’organizzazione e del funzionamento di un sistema la cui precarietà danneggia in particolar modo gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sulle cui immiserite spalle gravano i disagi e l’insicurezza attuali”. 

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