CUNEO - ‘L’incremento di fauna selvatica mette a dura prova l’allevamento. Risposte insufficienti dal governo’

Il senatore Bergesio della Lega snocciola le cifre: ‘Oltre 10mila incidenti e 20 vittime all’anno a causa dei cinghiali. Dal 1992 sono aumentati di oltre il 400%’

Redazione 14/09/2020 09:55

 
“La risposta del governo alla nostra interrogazione sul contenimento e sui danni causati dalla fauna selvatica la riteniamo assolutamente insufficiente”: così il senatore della Lega, Giorgio Maria Bergesio, in aula a palazzo Madama nel suo intervento di replica all'interrogazione al ministro dell'Agricoltura.
 
“Dall’anno 1992 a livello nazionale si stima che i cinghiali sono aumentati di oltre il 400%, i caprioli hanno superato il 350%, i cervi addirittura l’800%, i lupi oltre il 650%” ha osservato il commissario provinciale del Carroccio cuneese: “L'incremento delle predazioni da parte dei grandi carnivori sta mettendo a dura prova l'allevamento di carattere famigliare in molti territori montani. Per quanto riguarda i cinghiali nazionali si sono registrati oltre 10 mila incidenti anno con oltre 20 persone morte in un  anno. Si stima la presenza in Italia di oltre 2 milioni di cinghiali per danni alle coltivazioni di 200 milioni di euro annui. Cifre da capogiro”.
 
Bisogna agire su più piani, ha aggiunto Bergesio: “Istituire da subito un apposito Fondo capiente presso il Ministero delle politiche agricole. Non possono fare tutto le Regioni da sole”. Il suggerimento è poi di adottare programmi operativi di sorveglianza e contenimento, anche in ragione del fatto che gli animali selvatici possono rappresentare un canale di trasmissione di malattie ad altri animali e anche all'uomo: “Bisogna regolamentare subito l'attività di commercializzazione delle carni degli ungulati derivanti dal contenimento o dal prelievo venatorio. La nostra proposta prevede che le carni vengano quindi destinate ai centri di lavorazione della selvaggina, nel rispetto delle norme sulla salute, sull'igiene e sulla sicurezza, e, se provenienti da attività venatoria, accompagnate da adeguata documentazione di tracciabilità da cui si possa ricostruire l'esatta provenienza dell’animale abbattuto”.
 
“Sono passati oltre 180 giorni da quando abbiamo depositato questa interrogazione e noi oggi ci dichiariamo insoddisfatti, come purtroppo dobbiamo evidenziare sia insoddisfacente l'azione di questo governo dalle promesse mai mantenute anche sul tema del contenimento e del risarcimento dei danni da fauna selvatica. I nostri agricoltori non possono più aspettare vogliono risposte certe immediate! Fatti non parole” ha concluso il parlamentare.

Notizie interessanti:

Vedi altro