LIMONE PIEMONTE - Linea Cuneo-Limone, Gabusi promette: “Un autobus al posto del treno soppresso delle 7,32”

L’assessore regionale ai Trasporti ha risposto all’interpellanza del consigliere Martinetti: “I disagi ci sono, ma gli unici ad averci messo i soldi sono i piemontesi”

Redazione 14/12/2021 18:52

È sempre più un “caso” politico la linea ferroviaria Cuneo-Limone Piemonte, in particolare quel convoglio delle ore 7,32 soppresso senza ragioni apparenti. Sul tema ha presentato un’interrogazione nell’ultimo Consiglio regionale il pentastellato albese Ivano Martinetti, chiedendo conto anche della perdurante riduzione del servizio nei fine settimana, avviata durante il lockdown, “con conseguenze negative per i ragazzi che nel week end raggiungevano Cuneo”.
 
L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha assicurato che la Regione è al lavoro per ripristinare il servizio in una fascia orario “che incide veramente sulla vita delle persone e che presenta numeri di frequentazione seri”, stimati in circa quaranta passeggeri al giorno: “Ritengo che nelle prossime settimane, probabilmente nell’anno nuovo, l’orario sarà implementato con un bus sostitutivo perché il treno di fatto c’è ma un’ora dopo. Gli altri sono treni a metà mattinata sono scarsamente frequentati e possono essere utilizzate altre vie di collegamento”. A questo scopo si sta ragionando con l’Agenzia della Mobilità Piemontese e Trenitalia: “Questo è dovuto a quel territorio ed è dovuto ai cittadini che lo abitano. La situazione attuale è la conseguenza non di un taglio, ma di una netta implementazione dei servizi che si porta dietro a strascico alcune soppressioni. La risultanza è un maggior servizio almeno dal punto di vista ferroviario in quei territori e una tenuta fino a quando il tunnel di Tenda non sarà in servizio e potrà collegare anche via auto i due Paesi”.
 
Gabusi non nega la presenza di forti disagi per gli abitanti della val Vermenagna, accresciuti a maggior ragione dagli effetti della tempesta Alex dello scorso anno e dal crollo della strada del Tenda. L’assessore però recrimina sulla solitudine istituzionale in cui sarebbe stata lasciata, finora, la Regione: “Abbiamo tenuto vivo e stiamo tenendo vivo un territorio grazie ad un investimento e siamo gli unici ad averlo fatto. Le voci sono numerose, tra istituzioni, consiglieri, comitati pendolari, ma dobbiamo ricordarci che gli unici che hanno messo i soldi sono gli italiani e nella fattispecie i piemontesi. Nessun altro. Questo è importante ricordarlo, in quanto gli unici che hanno avuto concretezza in questo momento sono stati gli italiani che hanno garantito un servizio in quei territori”.
 
“Questo servizio, - conclude Gabusi - che evidentemente ha necessità di materiale rotabile, si porta dietro alcune piccole ma cruciali ricadute su tutto l’orario con alcune piccole soppressioni che possono certamente risultare fastidiose e dannose”.

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