CUNEO - L’ultimo scontro su piazza Europa: “Dite perché avete mentito sul blitz contro gli alberi”

In una nota si chiedeva all’azienda di incominciare “dalle alberature presenti”. Fuoco di fila sull’assessore: “Ha nascosto la proroga del finanziamento, si dimetta”

Andrea Cascioli 24/03/2026 18:50

Il progetto su piazza Europa è archiviato, le polemiche no. E ora riguardano le tempistiche del famigerato blitz del 23 febbraio, quando alle prime luci dell’alba operai e camion arrivarono a scaricare le recinzioni del cantiere e trovarono la ferma opposizione, durata per mezza giornata fino al dietrofront, degli attivisti pro cedri. Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia, uno dei “barricadieri” di quel mattino, ripercorre le tappe in base alle comunicazioni scambiate in quei giorni tra il municipio e l’impresa appaltatrice. Il 19 febbraio, giovedì, era arrivata la notizia del subappalto per l’abbattimento degli alberi: l’assessore Luca Pellegrino, sostiene Bongiovanni, aveva fatto sapere che “l’abbattimento non sarebbe avvenuto prima dei lavori di recupero degli arredi, in attesa dell’ordinanza del Consiglio di Stato il 5 marzo”. Quattro giorni dopo, però, si era sentito il rombo dei camion in piazza. La documentazione fornita all’esponente di minoranza riporta una nota del responsabile del procedimento protocollata mercoledì 18 febbraio, da cui si apprendeva che venivano convocati per il 23 febbraio l’impresa, il direttore dei lavori e il coordinatore della sicurezza alle ore 9: “Non alle ore 5” fa presente Bongiovanni. Un’altra nota del rup del 20 febbraio riportava l’ordine di servizio dove si chiedeva alla direzione lavori di porre in essere ogni atto affinché “nelle more della definizione di un cronoprogramma condiviso” le attività di cantiere avessero inizio “prioritariamente dalle alberature presenti”. “Erano evidenti - conclude il consigliere - tutti i segnali della volontà di aprire il cantiere in tempi brevissimi per poi mettere il Consiglio di Stato davanti all’atto compiuto, abbattendo gli alberi ed eliminando l’oggetto del contendere”. Dall’assessore non arriva nessuna risposta, è invece la sindaca Patrizia Manassero a intervenire con poche parole: “Mi riservo di verificare e portare una risposta puntuale alle sollecitazioni fatte”. Non basta a placare le polemiche, soprattutto il fuoco di fila contro Pellegrino: “Deve spiegarci perché un suo assessore ha tenuto nascosto che c’era stata una proroga del finanziamento, dopo aver ricevuto più volte domande” attacca Giancarlo Boselli (Indipendenti). Si parla dei fondi garantiti dal bando Periferie: la comunicazione sulla proroga era arrivata a inizio marzo, conferma la sindaca, promettendo però altre delucidazioni sul punto. “In situazioni normali le dimissioni dell’assessore sarebbero sul tavolo del sindaco e della maggioranza” insiste Boselli. Il “giro di tavolo” sulla riqualificazione promessa e fallita ha il sapore di un redde rationem atteso a lungo. “Questa vicenda è stata una ripicca dall’inizio” sostiene Beppe Lauria (Indipendenza!): “Avevate in testa un progetto, legittimo, di cui avete parlato in campagna elettorale. Il progetto è fallito quasi subito e avete comunque continuato a perseguire questo disegno. Dispiace sentirsi dire che la piazza rimane così. Come se la colpa fosse ascrivibile alla minoranza che ha osteggiato non la riqualificazione, ma l’abbattimento degli alberi: questo fa parte della stagione delle ripicche che speriamo possa chiudersi questa sera”. Contro la pervicacia della maggioranza si scaglia anche Paolo Armellini (Indipendenti): “Avete fatto credere che 48 alberelli potessero sostituire dieci cedri sani di sessant’anni, non paghi avete insistito nelle aule giudiziarie nonostante un pronunciamento del Consiglio di Stato che sconsigliava di andare avanti”. Anche Franco Civallero (Forza Italia) manifesta rammarico: “Avete voluto andare avanti a testa bassa e oggi questa testa sbatte contro il muro: ma i cittadini saranno privati di un’opera che poteva migliorare la città. La piazza sarebbe stata qualcosa di fantastico, con i cedri”. Da Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) un elogio all’impegno degli attivisti: “È stata una pagina di buona politica da parte dei cittadini di Cuneo e dell’opposizione: meno da parte dell’amministrazione, perché è emerso che assessori e funzionari ci hanno mentito”. Sulla stessa linea Mavy Civallero (SiAmo Cuneo): “Il cuore e l’amore per la città hanno vinto a discapito della vostra superbia e della vostra poca correttezza: l’amore per la città ha unito la destra e la sinistra”. Dalla maggioranza parla solo Vincenzo Pellegrino a nome di Centro per Cuneo: “Cuneo ha bisogno di visione, di coraggio, di una politica che sappia guardare oltre l’immediato: il progetto di piazza Europa non era contro il verde né contro la memoria di quel luogo, era un tentativo di adattarlo ai bisogni di oggi. Tutto questo oggi è fermo e non per caso: è fermo a seguito di ricorsi alla carta bollata e di un’azione politica che ha ostacolato il progetto in ogni sua fase, compreso il bando per la vendita dei box”. Una rivendicazione di tutto l’iter, compreso il parcheggio sotterraneo poi escluso dalla progettazione. “Abbiamo preso atto che non sono maturi i tempi per il progetto che avevamo in testa, a noi dispiace” conclude la sindaca, respingendo le accuse, mosse da Boselli, su un ricatto politico da parte di “un pezzo di maggioranza anomala”, ovvero i centristi: “Tutto il percorso è stato fatto confrontandoci assieme all’interno della giunta e della maggioranza, fino all’ultimo passo: di questo sono testimone”. È il momento di “rielaborare”, che poi si può anche tradurre con “leccarsi le ferite”: “È anche il momento - conclude - di dedicare tempo alla maturazione del progetto che ci sarà in piazza Europa”.