CUNEO - Manca l’acqua calda al carcere di Cuneo: la consigliera regionale Marro chiede interventi

Nel padiglione Gesso il problema è stato già segnalato da avvocati e volontari: “Con le temperature rigide la domanda è troppo elevata e il boiler fatica a reggere”

Redazione 25/01/2026 18:18

L’inverno morde e l’acqua calda fatica ad arrivare in un padiglione del carcere di Cuneo: “Serve un intervento strutturale urgente” dice la consigliera regionale di Avs Giulia Marro, reduce da una visita nel penitenziario di Cerialdo in questa domenica. La situazione segnalata nel padiglione Gesso, spiega, da un po’ di settimane mette alla prova un certo numero di detenuti: “La criticità era già stata segnalata da alcuni avvocati e dai volontari dell’associazione Ariaperta. Durante il sopralluogo, il comandante mi ha confermato che il problema è reale: con le temperature rigide la domanda è troppo elevata, il boiler fatica a reggere i picchi e l’acqua calda non è sufficiente per tutti, soprattutto dopo le attività fisiche”. “Segnalare questa situazione è doveroso: il sistema carcerario non ha risorse in esubero, ma questo non può giustificare il mancato accesso ai beni primari” aggiunge Marro: “Lo dice anche l’articolo 27 della Costituzione, che vieta trattamenti contrari al senso di umanità: l’accesso all’acqua calda, soprattutto in queste giornate di freddo intenso, è un diritto fondamentale”. La visita è anche un’occasione per fare il punto sulla realtà attuale del Cerialdo: “In questa visita - la prima del 2026 - entrare di domenica è importante (e ringrazio il personale penitenziario per avermi accompagnata): non ci sono attività e l’area educativa è chiusa. Ho trovato detenuti calmi e collaborativi e un buon clima con la polizia penitenziaria, che però lavora in condizioni di forte sotto-organico, soprattutto per quanto riguarda i sottufficiali. Resta una criticità che emerge ogni volta: la carenza di attività culturali, motivo per cui è importante che il 2026 possa essere davvero un anno di svolta”. Dall’esponente dell’opposizione regionale giunge infine un grazie all’associazione Ariaperta, i cui volontari Marro ha incontrato nella loro riunione settimanale: “Le loro segnalazioni sono fondamentali, così come il loro agire quotidiano. Esistono idee e persone disponibili, ma perché tutto questo non resti ai margini è necessario che il carcere si apra di più all’esterno. Senza relazioni e attività, il rischio è che il carcere imploda su sé stesso”.