CUNEO - Monterosso Grana, Gribaudo e Calderoni: “La Liberazione non si censura. Il fascismo non è un’opinione”

Il commento dei due esponenti dem: “Bella Ciao non è una provocazione, ma un simbolo universalmente riconosciuto della lotta contro ogni forma di oppressione”

Redazione 27/04/2026 17:09

Riceviamo e pubblichiamo: In merito a quanto accaduto a Monterosso Grana durante le celebrazioni del 25 aprile e alle successive dichiarazioni di esponenti della destra cuneese, tra cui Claudio Sacchetto, che hanno tentato di minimizzare, esprimiamo profonda preoccupazione. La Festa della Liberazione rappresenta uno dei momenti fondativi della nostra Repubblica. È il giorno in cui l’Italia ha riconquistato libertà, democrazia e dignità dopo la tragedia del fascismo e della guerra. Per questo motivo, ogni tentativo di limitare o censurare simboli, canti e manifestazioni che appartengono a quella memoria collettiva risulta inaccettabile. “Bella ciao” non è una provocazione: è un simbolo universalmente riconosciuto della Resistenza e della lotta contro ogni forma di oppressione. Impedirne l’esecuzione durante una celebrazione istituzionale significa fraintendere profondamente il senso stesso del 25 aprile. Ancora più grave è il tentativo di relativizzare o depotenziare il giudizio storico sul fascismo. Il fascismo non è un’opinione tra le altre: è stato un regime che ha negato libertà fondamentali, perseguitato cittadini, portato il Paese alla guerra e alla rovina. Su questo la storia ha già espresso una condanna definitiva. Per questo non può esistere alcuna neutralità. Dichiararsi “né pro né anti fascista” significa ignorare ciò che il fascismo è stato: una negazione della democrazia. Difendere la memoria della Liberazione non è una scelta ideologica, ma un dovere civico e costituzionale. Riteniamo quindi sbagliato e pericoloso ogni tentativo, esplicito o implicito, di riaprire spazi di ambiguità su questi temi. La nostra democrazia si fonda anche sulla chiarezza dei valori: antifascismo, libertà, rispetto dei diritti. Il 25 aprile unisce, non divide. E va difeso da ogni strumentalizzazione o lettura riduttiva. Chiara Gribaudo
Camera dei Deputati Mauro Calderoni
Consigliere regionale del Partito Democratico – Piemonte