CUNEO - Nasce il Consorzio a tutela della birra artigianale, tra i fondatori Teo Musso del Baladin

L’obiettivo sarà raccontare e promuovere, in Italia ed all’estero, la qualità delle materie prime e delle birre artigianali italiane

21/06/2019 16:52

Estate è sinonimo di birra fresca, meglio se artigianale. Ecco che, con l’inizio dell’estate 2019, arriva il Consorzio a tutela della birra artigianale Made in Italy che garantisce l’origine delle materie prime, dal luppolo all’orzo e la lavorazione contro la proliferazione di finte birre artigianali e l’omologazione dei grandi marchi mondiali. È quanto spiega la Coldiretti in occasione della nascita del primo Consorzio Birra Italiana per la tutela e la promozione della birra artigianale italiana a Roma a Palazzo Rospigliosi. I fondatori sono Teo Musso, Presidente del Consorzio Birra Italiana e titolare del birrificio agricolo Baladin, in provincia di Cuneo, Marco Farchioni del birrificio Mastri Birrai Umbri, Giorgio Maso del birrificio dell’Altavia, Vito Pagnotta del birrificio agricolo Serro Croce e Giovanni Toffoli della Malteria Agroalimentare Sud.
 
Il Consorzio Birra Italiana per la tutela e la promozione della birra artigianale italiana si pone l’obiettivo di raccontare e promuovere, in Italia ed all’estero, la qualità delle materie prime e delle birre artigianali italiane, vero elemento di distinzione e di legame con il territorio italiano favorendo la coltivazione di orzo, dal quale si ricava il malto, e del luppolo, principali materie di base per la preparazione della popolare bevanda. Il Consorzio sostiene i birrifici nel reperimento di materia prima italiana, da filiera tracciata e garantita con gli associati che si impegnano a utilizzare nelle loro produzioni almeno il 51% di materia prima italiana creando una filiera dal campo al boccale con una collaborazione sempre più stretta con i coltivatori italiani di orzo e luppolo. Il successo delle birre nazionali ha già favorito anche la produzione del malto italiano salita fino a 80 milioni di chili nel 2018. 
 
In Piemonte sono oltre 50 i birrifici artigianali – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – e la produzione di orzo italiano per la filiera della birra rappresenta un’opportunità per la nostra agricoltura. Opportunità che viene sempre più recepita dai giovani agricoltori che vedono nella produzione di birra nuovi interessanti scenari. Una ulteriore conferma del fatto che gli accordi di filiera sono strumenti fondamentali per difendere la produzione, garantire un utilizzo sostenibile del territorio, valorizzare la distintività e assicurare la giusta distribuzione del valore, oltre a rafforzare l’identità. La domanda sempre crescente sta veramente rivoluzionando il settore della birra in cui il consumatore pone attenzione all’origine delle materie prima e alla ricerca di sapori unici e particolari che, appunto, solo una birra artigianale può garantire. Auspichiamo che in Piemonte cresca il numero delle imprese concretamente disponibili a creare queste sinergie per poter ampliare l’offerta della birra 100% Made in Piemonte”.


c.s.

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