CUNEO - Nasce un comitato per tutelare la villa che durante la Resistenza ospitò il comando partigiano di Cuneo

L'edificio è abbandonato all'incuria e il sodalizio intende conoscere le intenzioni dell'amministrazione. Sturlese: "Vicenda squallida e vergognosa"

Samuele Mattio 24/09/2021 16:46

“È in corso la redazione di una variante al PEC di villa Invernizzi. La sua riqualificazione sarà, nelle prossime settimane e mesi, uno dei temi principali nelle commissioni e nei consigli comunali”: era lo scorso 26 ottobre quando l’assessore all’Urbanistica del Comune di Cuneo, Luca Serale, rispondeva a un’interrogazione del consigliere di minoranza Ugo Sturlese che chiedeva conto della situazione dell’immobile di via Ettore Rosa. Da allora è passato quasi un anno ma nulla è cambiato e il leader della sinistra cittadina è tornato a incalzare l’amministrazione domandando quali siano i progetti per la villa storica, simbolo della Resistenza cuneese. 
 
Questa volta la questione non è stata posta dai banchi della minoranza, ma da una location inconsueta: l’Open Baladin di piazza Ex Foro Boario. In una partecipata conferenza stampa - presenti circa 60 persone - Sturlese, accompagnato dall’architetto Angelo Bodino e dal direttore dell’Istituto Storico della Resistenza Gigi Garelli, ha annunciato l’intenzione di dare vita al comitato spontaneo di “Tutela e valorizzazione di villa Invernizzi”. 
 
“È una vicenda squallida e vergognosa - ha tuonato il rappresentante di Cuneo per i Beni Comuni -. La situazione di villa Invernizzi rappresenta un oltraggio alla storia civile e politica della città: si tratta di un luogo cardine della Resistenza e di un simbolo dell’architettura liberty”.
 
Una dozzina d’anni fa sembrava che il villino costruito nel 1910 per l’industriale caseario Amilcare Invernizzi fosse destinato all’abbattimento. Non è un mistero che sotto l’amministrazione del sindaco Alberto Valmaggia l’intenzione del Comune era quella di demolire l’edificio per allargare via Arnaud, congiungerla con via Dante Livio Bianco e ampliare infine via Ettore Rosa, di modo da farla diventare una strada di scorrimento a due corsie. 
 
A salvare l’edificio, oltre ad alcuni elementi architettonici di pregio, fu il suo valore memorialistico: durante la seconda guerra mondiale infatti l’abitazione era stata sede del comando partigiano di Cuneo. Già dal settembre 1943 Invernizzi aveva ospitato alcune riunioni del Cln cittadino, mentre sua moglie dirigeva il servizio di vettovagliamento e infermeria dei partigiani e delle missioni alleate nelle ultime fasi della battaglia per il capoluogo della Granda.
 
Per questi motivi la Soprintendenza ai Beni Culturali intervenne e decise di porre un vincolo storico culturale sul complesso, che tuttavia da anni è abbandonato all’incuria: il Comune ne è proprietario per il 95% ma, almeno per il momento, non si intravedono margini per un recupero strutturale.
 
Nei video gli interventi di Sturlese, Garelli e Bodino.


L'intervento di Ugo Sturlese
L'intervento di Gigi Garelli
L'intervento di Angelo Bodino

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