Il tessuto produttivo artigiano rappresenta una realtà importante in provincia di Cuneo. Dopo nove anni consecutivi di flessione, nel 2021 il numero delle imprese artigiane che hanno iniziato la propria attività è stato superiore a quello delle realtà imprenditoriali che l’hanno cessata e il trend è stato confermato negli anni successivi e nel 2025. Il tasso di crescita evidenziato nel corso dell’ultimo anno è pari al +0,12%. La dinamica del comparto artigiano cuneese è in linea rispetto a quella dell’intero tessuto imprenditoriale locale, che ha visto chiudere il 2025 con un tasso di crescita del +0,11%, e migliore rispetto alla tendenza del comparto a livello regionale (-0,42%) e nazionale (+0,01%). Nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2025, il Registro imprese della Camera di commercio di Cuneo ha accolto l’iscrizione di 1.182 iniziative imprenditoriali a carattere artigiano (1.168 nel 2024 e 1.288 nel 2023) a fronte delle 1.161 chiusure di attività preesistenti, al netto delle cessazioni d’ufficio (1.141 nel 2024 e 1.158 nel 2023). Il saldo tra i due flussi è positivo per 21 unità; nel 2024 lo era stato per 27 unità e nel 2023 per 130. Al 31 dicembre 2025 sono 17.101 le imprese artigiane registrate in provincia, ovvero il 26,6% della totalità imprenditoriale del Cuneese e il 15,1% delle imprese artigiane del Piemonte. L’incidenza della componente artigiana è superiore a quella rilevata a livello nazionale (21,1%) e di poco inferiore rispetto alla media piemontese (27,1%). Considerate le localizzazioni (sedi di impresa e unità locali) la consistenza del tessuto artigiano si attesta a 19.310 unità. "La tenuta del comparto artigiano, che prosegue il suo trend positivo in controtendenza rispetto ai dati regionali, è un segnale di fiducia per l’intero sistema economico provinciale - afferma il Presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto - . La significativa crescita del numero di società di capitale testimonia la capacità dei nostri imprenditori di evolversi verso forme societarie più strutturate, preservando nel contempo il patrimonio di competenze e saperi che definisce l'identità della Granda”. Dall’analisi del tessuto imprenditoriale per classe di natura giuridica, si evince che il 74,7% delle imprese artigiane sono organizzate sotto forma di ditta individuale, il 16,8% come società di persone e l’8,3% come società di capitale, tipologia che ha realizzato una buona performance con una crescita del 3,10%. Le forme meno strutturate tra cui le altre forme (in cui confluiscono consorzi e cooperative) registrano un tasso del -3,33%, seguite dalle società di persone con -2,22% mentre le ditte individuali, forma maggiormente rappresentativa, riportano un +0,36%. A livello settoriale la prima realtà per numerosità registrate si conferma, anche nel 2025, quella delle costruzioni con il 41,8% delle realtà artigiane provinciali. Questo settore, così rilevante per il comparto, ha registrato nel corso del 2025 una sostanziale stabilità (-0,04%). Risultati positivi per gli altri servizi, che rappresentano il 25,5% del tessuto artigiano della provincia di Cuneo, in crescita dell’1,87%, seguiti dal turismo che riporta +1,39%. Il terzo settore per incidenza, nel comparto artigiano, con il 22,4% si conferma essere l’industria in senso stretto che mostra un tasso di variazione annuo dello stock del -1,29%, seguita dal commercio a -0,64% e dall’agricoltura, poco rilevante numericamente, che si attesta al -0,33%.