Nel 2025 gli immigrati residenti in provincia di Cuneo hanno inviato verso i loro Paesi di origine 67 milioni di euro: il dato è in diminuzione (-2,8%) rispetto al 2024, ma in aumento del 51,1% nell’ultimo decennio. Si tratta anche del secondo dato più elevato del Piemonte dopo quello della provincia di Torino, che fa registrare 263 milioni di euro inviati all’estero. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dalla Fondazione Leone Moressa, sulla base dei dati della Banca d’Italia sulle cosiddette “rimesse” delle famiglie immigrate in Italia. Nel 2025 il volume delle rimesse inviate in patria è stato pari a 8,6 miliardi (+2,5% rispetto al 2025, +34,9% rispetto al 2015): si può inoltre stimare un flusso “invisibile” compreso tra il 15% e il 45%, che porterebbe il volume complessivo tra 9,9 e 12,5 miliardi. “Dopo il picco massimo del 2011, - si legge nella relazione - il volume delle rimesse ha subito un calo progressivo fino al 2017, per poi risalire fino al 2021. Dal 2021 si registra una lieve risalita dei valori nominali, che però risulterebbero in calo in caso di rivalutazione. In ogni caso, negli ultimi tre anni i valori sono sostanzialmente stabili anche con la rivalutazione, arrivando nel 2025 a 8,6 miliardi”. Il Bangladesh si conferma la prima destinazione con 1,7 miliardi di euro, pari al 19,6% del totale. Seguono India e Marocco, con poco meno di 600 milioni. India e Bangladesh, in particolare, segnano trend in forte crescita negli ultimi dieci anni e nell’ultimo anno, mentre segnano il passo Marocco, Filippine, Pakistan e Romania. Nell’ultimo anno sono in calo anche Senegal e Nigeria, mentre aumentano Perù e Georgia. “Negli ultimi dieci anni la Georgia ha registrato un aumento di più di cinque volte, a fronte di una popolazione residente in Italia di appena 30 mila abitanti. Fuori dalle prime 20 posizioni troviamo invece la Cina, verso cui nel 2011 e nel 2012 partivano oltre 3 miliardi, mentre nel 2025 registra appena 4 milioni di euro”, prosegue il rapporto. Nel 2025 gli immigrati residenti in Piemonte hanno inviato verso i loro Paesi di origine 478 milioni di euro, con un aumento del 29% rispetto al 2015, ma una diminuzione del 20,4% rispetto al 2024. Le rimesse più consistenti sono quelle registrate da Lombardia (1,87 miliardi di euro), Lazio (1,4 miliardi) ed Emilia Romagna (806 milioni). Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “Le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti in Italia si confermano uno strumento fondamentale di sostegno alle famiglie nei Paesi d’origine e contribuiscono a soddisfare bisogni di base e sostenere piccole spese straordinarie, come ad esempio spese sanitarie o scolastiche. Nel 2025 il volume complessivo ha raggiunto 8,6 miliardi di euro, ben al di sopra rispetto alla spesa italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo (circa 6 miliardi)”. Nello studio sono considerati i trasferimenti di denaro all’estero regolati tramite istituti di pagamento o altri intermediari autorizzati. I movimenti “invisibili” includono trasferimenti in forma di denaro contante o altre modalità “artigianali” non registrabili dalle rilevazioni ufficiali. Il modello di stima della Banca d’Italia si basa sull’evidenza che le rimesse verso i Paesi più vicini sono mediamente inferiori rispetto a quelle verso i Paesi lontani, proprio per la presenza di “flussi invisibili”, naturalmente più facili verso i Paesi raggiungibili via terra come est Europa e Balcani.