CUNEO - Nelle carceri piemontesi nasceranno 'sportelli lavoro' per i detenuti

Firmato un protocollo per favorire, nel momento in cui si avvicina il termine della pena, il reinserimento lavorativo e sociale delle persone detenute

25/01/2019 10:46

Il 24 gennaio è stato siglato da Regione Piemonte, Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per il Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte, il protocollo d’intesa che permetterà di istituire, all’interno degli istituti penitenziari piemontesi, sportelli lavoro per i detenuti.
 
Obiettivo del protocollo è favorire, nel momento in cui si avvicina il termine della pena, il reinserimento lavorativo e sociale delle persone detenute attraverso interventi di politica attiva del lavoro offerti all’interno del carcere stesso.
 
L’intesa che firmiamo oggi – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparinosi propone di contribuire a superare le difficoltà che ostacolano il pieno esercizio dei diritti da parte delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, dando attuazione al principio, sancito dalla Costituzione, ma troppo spesso disatteso, della finalità rieducativa della pena. Proseguendo la storica collaborazione tra Regione, Province piemontesi, amministrazione penitenziaria e singole direzioni degli istituti di pena, con lo sportello lavoro intendiamo quindi offrire ai detenuti un sostegno concreto per riconquistare la propria autonomia”.
 
Con la firma di oggi – ha aggiunto l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero intendiamo aumentare le opportunità delle persone in uscita dal carcere di trovare occupazione, offrendo servizi specialistici e favorendo lo sviluppo di competenze propedeutiche all’avviamento lavorativo. L’intesa, di cui sono molto soddisfatta, consente di mettere in campo strumenti aggiuntivi rispetto a quelli che abbiamo già previsto, come il buono servizi rivolto a soggetti svantaggiati, tra cui rientrano ex detenuti e persone a non più di sei mesi dalla fine pena, o i cantieri di lavoro che possono essere attivati dagli enti locali”.
 
Gli sportelli saranno gestiti da operatori dei servizi accreditati al lavoro selezionati dalla Regione Piemonte attraverso un bando di imminente pubblicazione e daranno la possibilità alle persone sottoposte a provvedimenti definitivi dell’autorità giudiziaria, con fine pena prevista entro quattro anni e in stato di disoccupazione, di partecipare ad attività di orientamento; accompagnamento al lavoro all’interno e all’esterno dell’istituto penitenziario, anche in accordo con i servizi socio-assistenziali; identificazione e validazione delle competenze precedentemente acquisiste; incrocio domanda-offerta di lavoro e tutoraggio finalizzato all’inserimento in tirocinio. Alle politiche attive, inoltre, potranno affiancarsi interventi socio-educativi, di mediazione linguistica e culturale o laboratori e seminari formativi, ad esempio in materia di cittadinanza attiva.
 
Lo stanziamento iniziale previsto dalla Regione Piemonte a copertura dei costi delle attività e dell’indennità dei tirocini, è di 3 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, che consentiranno di rivolgersi a una platea potenziale di circa 2300 persone (numero di detenuti a meno di 4 anni dal fine pena in Piemonte).


c.s.

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